Oltre 1.000 assegni in sette anni, uno ogni due o tre giorni, per quasi 7,5 milioni di euro.
Sono i numeri dell’accusa sulla Giochi del Titano. Gli inquirenti analizzeranno schede madri e server di 10 slot sequestrate, per capire se qualcuno abbia forzato le vincite. Sequestrati anche i dati di gioco e i sistemi di videosorveglianza. Siamo alle indagini preliminari: vale per tutti la presunzione di innocenza.
Ma il meccanismo descritto dall’accusa funziona anche con macchine perfette. Le slot restituiscono in media tra il 92 e il 95% di quanto si gioca. A chi deve ripulire contanti non serve vincere: basta uscire con un pezzo di carta su cui sia scritto “vincita”. Il cliente dichiarava tra 5.000 e 38.000 euro.
Secondo l’accusa, tutta da provare, c’erano macchine tenute libere per un cliente e pressioni su una banca. Niente che una scheda madre sappia fare. La perizia dirà se il software è stato toccato, non dirà chi ha firmato. La società indagata rivendica la propria estraneità.
Videonotizia di Insider.sm: il racconto in novanta secondi di un fatto già pubblicato e verificato dalla redazione. Testo redatto con l’assistenza dell’intelligenza artificiale sull’articolo originale; voce sintetica. Responsabilità editoriale della redazione di Insider.
