7,5 milioni di euro passati nelle slot di Rovereta. Ma non è la prima volta che il gioco divide Italia e San Marino.
Nel 1949 San Marino aprì il Kursaal, una casa da gioco pensata per attirare visitatori e denaro dall’Italia. Roma reagì male. Il governo italiano irrigidì i controlli alla frontiera e fece pressione perché l’esperienza finisse. Senza i clienti italiani il modello non reggeva. Nel 1951 la casa da gioco chiuse, appena 17 mesi dopo l’apertura.
Sei anni dopo Rovereta tornò protagonista, ma per altro. Tra il 30 settembre e il 1° ottobre 1957 alcuni esponenti di una nuova maggioranza occuparono uno stabilimento in costruzione e proclamarono un governo provvisorio. Roma lo riconobbe e schierò i carabinieri sul lato italiano del confine. Oggi a Rovereta si indaga sulle slot della Giochi del Titano.
Nell’inchiesta gli indagati sono 7, tra cui 5 dipendenti della Giochi del Titano. Il direttore generale Salvatore Caronia è agli arresti domiciliari. Sono state sequestrate 10 slot machine. Tutti sono indagati e nessuna responsabilità è stata accertata. Stavolta Italia e San Marino collaborano, invece di scontrarsi.
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