L’inchiesta partita da Ravenna e arrivata fino alla Giochi del Titano potrebbe allargarsi ulteriormente? È l’interrogativo che si fa strada mentre proseguono gli accertamenti sul presunto sistema di riciclaggio che avrebbe avuto nella sala da gioco sammarinese uno dei suoi snodi. Secondo quanto trapela, alcuni provvedimenti sarebbero in fase di notifica in diverse località italiane, circostanza che potrebbe delineare un quadro investigativo più ampio rispetto a quello emerso nelle prime ore. Al momento non è chiaro se si tratti di nuovi soggetti coinvolti nell’indagine né quale sia la natura dei provvedimenti: elementi sui quali saranno necessari ulteriori riscontri. L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Ravenna, ha portato nei giorni scorsi anche a perquisizioni e accertamenti alla Giochi del Titano, facendo emergere l’ipotesi di un meccanismo attraverso il quale denaro di presunta provenienza illecita sarebbe stato portato a San Marino e utilizzato per effettuare massicce giocate alle slot machine. Gli apparecchi avrebbero restituito mediamente ai giocatori una quota compresa tra il 92% e il 95% delle somme inserite e le vincite sarebbero state successivamente liquidate anche attraverso assegni, consentendo così – secondo l’ipotesi investigativa – di attribuire al denaro una giustificazione formalmente legata al gioco. Tra gli indagati figura anche il direttore generale della Giochi del Titano, Salvatore Caronia, insieme ad altri soggetti. Ora, però, l’attenzione si sposta sui prossimi passi degli investigatori. I provvedimenti che sarebbero in corso di notifica riguardano persone già comprese nel fascicolo oppure potrebbero esserci nuovi indagati? E soprattutto: il sistema ricostruito dagli inquirenti aveva ramificazioni più estese sul territorio italiano? Interrogativi destinati a trovare risposta con il prosieguo dell’inchiesta e con l’eventuale emersione di nuovi elementi investigativi.
Giochi del Titano, l’inchiesta si allarga? Ecco cosa potrebbe succedere nelle prossime ore
