Il direttore generale della Giochi del Titano, Salvatore Caronia, è ai domiciliari, e nell’indagine sono coinvolti anche il suo vice e tre dipendenti.
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Le accuse contestate sarebbero riciclaggio e autoriciclaggio, per una somma superiore ai 7 milioni di euro.
L’operazione ha portato perquisizioni e sequestri nella società di proprietà dello Stato che gestisce la sala da gioco di Rovereta. Secondo quanto riportato questa mattina dal quotidiano L’Informazione di San Marino, sarebbero stati sequestrati dispositivi informatici, telefoni cellulari e slot machine.
Secondo le indiscrezioni raccolte da Insider avrebbe agito la Guardia di Rocca su rogatoria internazionale: se confermato, vorrebbe dire che la richiesta di intervenire è arrivata da un’autorità giudiziaria estera.
All’origine degli accertamenti ci sarebbe una vincita ritenuta sospetta. La sala di Rovereta, secondo le stesse voci, risulterebbe chiusa al pubblico.
Restano da chiarire quale ruolo venga attribuito a ciascuna delle cinque persone coinvolte e come si arrivi alla cifra di oltre 7 milioni.
Il peso della vicenda sta nei numeri.
La Giochi del Titano è tra le società pubbliche che rendono di più: nel 2025 ha registrato oltre 31 milioni e mezzo di ricavi e circa 8 milioni e mezzo di utile netto. Lo Stato ne è diventato titolare unico rilevando a rate il 24 per cento che era della Camera di Commercio, un’operazione da circa 8 milioni che si chiude nel 2027. Caronia guida la sala dal 2009.
Si è nella fase delle indagini: per tutte le persone coinvolte vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva. Insider resta a disposizione degli interessati per repliche e precisazioni.
