Una settimana in cui il Sahel conta i propri morti a decine, un’anziana madrilena rientra in casa dopo essere stata sfrattata a 87 anni e il Texas dichiara l’emergenza perché il gasolio è quasi raddoppiato. Sei storie da sei parti del mondo, tutte delle ultime settantadue ore.
Nigeria, 87 rapiti in due giorni. Sabato 26 settembre quarantasette agricoltori sono stati sequestrati a Rimi, nello stato del Niger; il giorno dopo quaranta donne sono state portate via a Yargada, nello stato di Zamfara. Le autorità attribuiscono i sequestri alle bande armate in motocicletta che nel nord del Paese hanno fatto del rapimento un’industria: secondo dati citati da Al Jazeera, tra il luglio 2025 e il giugno 2026 hanno incassato riscatti per quasi sei milioni di dollari, il triplo dell’anno precedente. Ad agosto, in un solo episodio, erano stati rapiti fino a seicento fedeli dentro una moschea.
Niger, oltre cinquanta militari uccisi. Due attacchi distinti nell’ovest del Paese: un’imboscata a un convoglio di gendarmi sull’asse Abala-Filingué il 23 settembre e un assalto a Birni-N’Konni il 26, in cui sono morti più di trenta soldati. Domenica la Provincia del Sahel dello Stato islamico ha rivendicato entrambe le azioni con due comunicati. Le fonti di sicurezza nigerine hanno confermato gli attacchi parlando genericamente di terroristi, senza diffondere un bilancio ufficiale.
Somalia, si combatte a Baidoa. È la terza ondata in sei settimane, e non c’entra al-Shabaab: a fronteggiarsi sono le truppe federali del presidente Hassan Sheikh Mohamud e le forze fedeli a Abdiaziz Hassan Mohamed Laftagareen, l’ex presidente regionale rimosso dal governo centrale a marzo. Lunedì 28 migliaia di combattenti sono entrati in città, con impiego di caccia e droni. Medici Senza Frontiere ha contato almeno tre morti e sessantanove feriti curati all’ospedale regionale di Bay, tra le vittime un operatore sanitario.
Haiti, l’ONU proroga la forza contro le bande. Il 28 settembre almeno undici persone sono state uccise e diverse case incendiate nella regione dell’Artibonite: per le autorità locali è una rappresaglia dopo l’uccisione di tre membri di una banda da parte della Gang Suppression Force. Il giorno seguente il Consiglio di sicurezza ha approvato la risoluzione che proroga fino al 31 marzo 2027 il mandato di quella stessa forza, con dodici voti favorevoli e tre astensioni (Cina, Russia e Pakistan). Sul terreno ci sono circa 1.500 effettivi, meno di un terzo di quelli previsti.
Venezuela, la richiesta sulla legge contro l’odio. La presidente ad interim Delcy Rodríguez, in carica dal 5 gennaio dopo la cattura di Nicolás Maduro da parte di truppe statunitensi, ha chiesto all’Assemblea Nazionale di riformare la Ley contra el Odio, riconoscendo deviazioni nella sua applicazione. La norma, approvata nel 2017, punisce l’istigazione all’odio con pene fino a vent’anni ed è da sempre contestata perché formulata in modo tanto vago da colpire qualunque critica al governo: dopo le elezioni del 2024, su settantatré detenzioni censite trentatré la citavano.
Spagna, sfratti sospesi per i più fragili. Maricarmen Abascal, 87 anni, era stata sfrattata il 23 settembre dalla casa di Madrid in cui viveva dal 1956, nonostante la protesta di centinaia di persone e un appello delle Nazioni Unite. Lunedì la sua avvocata ha annunciato l’accordo: contratto di otto anni, canone non superiore al 30% del reddito netto, rientro appena sarà dimessa dall’ospedale. Lo stesso giorno il governo ha varato un decreto, in vigore dal 1° ottobre, che sospende fino al 31 dicembre 2030 gli sfratti delle persone vulnerabili senza alternativa abitativa, con riesame annuale del giudice. Non è un blocco generalizzato e non cancella i debiti.
Texas, emergenza sul gasolio. Il governatore Greg Abbott ha dichiarato il 28 settembre lo stato di calamità per trenta giorni a causa del prezzo del diesel, salito da 3,30 dollari al gallone di inizio febbraio a 5,86 dollari, effetto della guerra tra Stati Uniti e Iran e dello stop alle esportazioni di petrolio e gas dal Medio Oriente. Le misure sospendono alcuni limiti statali sulle emissioni e alzano i pesi ammessi per i trasporti di carburante; l’accisa statale, però, resta dov’è.
