I Consiglieri potranno chiedere informazioni a Banca Centrale, ma non potranno divulgarle. RETE lo dice chiaro: «Governo e maggioranza a che gioco stanno giocando?»
Il decreto delegato n. 134 del 7 settembre disciplina il segreto d’ufficio sui dati in possesso di Banca Centrale. Dopo Repubblica Futura, che ne aveva chiesto il ritiro, ora lo contesta anche RETE. Il punto criticato è uno: la Commissione Finanze può acquisire informazioni, ma non divulgarle finché permangono esigenze di riservatezza.
RETE ricorda che era stata la maggioranza stessa, con un Ordine del Giorno, a chiedere al Segretario di Stato per le Finanze Marco Gatti maggiore chiarezza sul sistema bancario. Il movimento parla di «Contraddizioni di una Maggioranza incoerente». E contesta il tempismo: sullo sfondo c’è la tentata vendita di Banca di San Marino, su cui lavora una Commissione d’Inchiesta.
Quella vicenda andrà a breve a processo in Tribunale. La domanda che RETE pone è quanto resti efficace il controllo politico del Consiglio con vincoli così stringenti. Il decreto, nelle motivazioni, richiama standard internazionali e quadro giuridico europeo. Nessun confronto preliminare tra le forze politiche, osserva il movimento.
Videonotizia di Insider.sm: il racconto in novanta secondi di un fatto già pubblicato e verificato dalla redazione. Testo redatto con l’assistenza dell’intelligenza artificiale sull’articolo originale; voce sintetica. Responsabilità editoriale della redazione di Insider.
