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Attualità

Nuovo regolamento consiliare, Albani (PDCS): “La norma serve ad evitare l’ostruzionismo”

‘La vergognosa tagliola’ è uno degli slogan più gettonati dall’opposizione per definire la nuova norma del Regolamento del Consiglio Grande e Generale. Proviamo allora a spiegare di cosa si tratta davvero, al di là delle etichette“. Il consigliere del Pdcs Marino Albani interviene nel confronto sulla riforma del Regolamento consiliare e, in particolare, sulla norma che interviene sulla gestione degli emendamenti dopo 25 ore di dibattito su un progetto di legge.

La norma prevede che, dopo 25 ore di dibattito consiliare su un progetto di legge, sia possibile cancellare gli emendamenti ostruzionistici ancora da discutere per arrivare in tempi ragionevoli all’approvazione del testo. Non funziona come l’istituto italiano del voto di fiducia, ma l’effetto è rendere i lavori consiliari più snelli, più veloci e quindi più efficaci, superando eventuali intenti ostruzionistici“, spiega Albani.

Il consigliere democristiano concentra quindi la propria riflessione su quanto avvenuto durante i lavori dell’Aula negli ultimi due anni. “Il punto di partenza è una realtà che tutti conoscono: negli ultimi due anni l’ostruzionismo ha raggiunto livelli insostenibili per l’economia dei lavori consiliari, soprattutto su temi sensibili come le leggi di bilancio e la riforma fiscale Igr, ma anche su provvedimenti di portata minore. L’opposizione occupa sistematicamente lo spazio preponderante del dibattito, lanciando via radio comizi ripetuti e ripetitivi, spesso con scarsa qualità di contenuti e poca attinenza all’ordine del giorno, al solo scopo di dilatare i tempi di approvazione. E questo avviene mentre maggioranza e Governo limitano volontariamente il numero e la durata dei propri interventi proprio per risparmiare tempo“.

Albani torna poi su un episodio che, riferisce, risale ai primi mesi della legislatura. “A una mia moderata denuncia del comportamento ostruzionistico, alcuni esponenti autorevoli dell’opposizione risposero con una certa veemenza che, se avessero voluto fare davvero ostruzionismo, avrebbero potuto persino bloccare i lavori del Consiglio. Un’affermazione al limite del ricatto, che mette a rischio la governabilità e la stabilità del Paese, in presenza di una maggioranza democraticamente eletta e forte di 44 seggi su 60“.

Per Albani, sarà comunque l’applicazione concreta della nuova disposizione a permettere di valutarne gli effetti. “Si tratta di una norma sperimentale che ha però già le caratteristiche giuste per contrastare efficacemente un ostruzionismo sistematico, seppur legittimo, e per rendere più efficienti i lavori consiliari. Anzi, si sarebbe potuto andare oltre: riducendo per esempio i minuti a disposizione per i singoli interventi, perché volendo si possono dire le stesse cose in metà tempo, e perché così si sarebbe favorito un maggior numero di interventi e un coinvolgimento più ampio di tutti i consiglieri“.

Per ora si comincia a mettere in pratica la nuova norma. Non sarà mai troppo tardi per adottare altre misure alla resa dei fatti“, conclude il consigliere Pdcs.