Perquisizioni anche a Rimini nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Ravenna su presunti falsi certificati medici utilizzati per evitare il trattenimento di cittadini stranieri nei Cpr, i Centri di permanenza per i rimpatri.
L’operazione, condotta dalla Squadra mobile di Ravenna e dal Servizio centrale operativo della Polizia di Stato con il supporto delle questure interessate, coinvolge oltre venti professionisti, quasi tutti medici e, secondo quanto riportato, in gran parte non iscritti nel registro degli indagati.
Gli accertamenti sono scattati, oltre che a Rimini, anche a Bari, Biella, Bologna, Firenze, Livorno, Milano, Roma e Varese. L’obiettivo degli investigatori è verificare l’eventuale esistenza di canali per la produzione di certificazioni sanitarie false, attraverso le quali sarebbero state attestate condizioni di salute non corrispondenti al vero e incompatibili con la permanenza nei Cpr.
L’inchiesta è ancora in corso e dovrà chiarire ruoli e responsabilità dei professionisti coinvolti, oltre all’eventuale dimensione del fenomeno.
Sul caso sono intervenuti anche il vicepremier Matteo Salvini e il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Galeazzo Bignami, che hanno chiesto di fare piena luce sulla vicenda e di accertare eventuali responsabilità.
