Ottantotto nascite nei primi otto mesi del 2026. Erano state 106 nello stesso periodo dello scorso anno e 91 nel 2024. È da questi numeri che il Segretario di Stato alla Famiglia Stefano Canti è partito in Consiglio Grande e Generale nel presentare il passaggio definitivo del progetto di legge dedicato al sostegno della famiglia, della maternità, della natalità e, più in generale, alla tenuta demografica della Repubblica.
Una riforma che interviene su diversi fronti: congedo di paternità raddoppiato da 10 a 20 giorni, indennità del congedo parentale fino all’80% dello stipendio, maggiori tutele contro le discriminazioni dei genitori e un nuovo riconoscimento per i caregiver familiari, compresa, nei casi di maggiore impegno assistenziale, la possibilità di un’aspettativa dal lavoro fino a cinque anni, rinnovabile per altri cinque.
Aprendo il suo intervento, Canti ha ricordato come il provvedimento sia il risultato di un percorso durato circa un anno e mezzo.
“Siamo giunti all’approvazione definitiva del Progetto di Legge che affronta uno dei temi più importanti per il futuro del nostro Paese: il sostegno alla famiglia, alla maternità, alla natalità e, più in generale, alla tenuta demografica della Repubblica di San Marino. Non si tratta di un intervento isolato, né di un provvedimento elaborato in tempi ristretti. Al contrario, esso rappresenta il punto di arrivo di un percorso di studio, analisi, ascolto e confronto che si è sviluppato nel corso dell’ultimo anno e mezzo circa e che ha visto il coinvolgimento delle istituzioni, delle parti sociali, delle associazioni private e della cittadinanza”.
Nascite ancora in calo: -18 rispetto al 2025
È quindi arrivato l’aggiornamento sui numeri della natalità sammarinese. “Nei primi otto mesi (gennaio-agosto 2026) sono state registrate n. 88 nascite, mentre nello stesso periodo dell’anno scorso (2025) se ne registravano n. 106. Meno 18 nascite rispetto all’anno precedente (2025) e meno 3 rispetto al 2024 quando se ne registravano n. 91”, ha spiegato il Segretario.
Canti ha poi rivendicato il metodo seguito durante la preparazione della riforma, pur riconoscendo che gran parte degli emendamenti presentati dalle opposizioni non è stata accolta.
“L’ho detto più volte ma credo sia utile ribadirlo come questo Progetto di Legge è stato caratterizzato da un dialogo aperto e condiviso con tutte le parti sociali, nella convinzione che soltanto attraverso l’ascolto delle diverse sensibilità fosse possibile costruire una riforma realmente adeguata. È vero che la maggior parte degli emendamenti presentati dalle forze di opposizione non ha trovato accoglimento, ma tuttavia, sarebbe ingeneroso sostenere che quelle proposte non siano state considerate. Ogni emendamento è stato oggetto di attenta valutazione e di confronto nel merito”.
Il confronto, ha aggiunto, è proseguito anche dopo il passaggio in Commissione IV, attraverso ulteriori interlocuzioni con organizzazioni sindacali e forze politiche. Da qui sono arrivati anche nuovi emendamenti depositati alla vigilia del dibattito consiliare, con l’obiettivo di modificare ulteriormente il testo.
“Riteniamo infatti che una materia così importante richieda un approccio dinamico, capace di evolversi attraverso il confronto e il continuo miglioramento. Da questo ulteriore percorso sono scaturiti nuovi emendamenti depositati nella giornata di ieri, con l’obbiettivo preciso di migliorare ulteriormente il Progetto di Legge affinché possa rappresentare uno strumento innovativo, moderno e capace di rispondere in maniera ancora più efficace alle esigenze delle famiglie, della maternità e della natalità”, ha proseguito Canti.
Indagine demografica, completati 2.100 questionari
Parallelamente alla legge, il Congresso di Stato ha avviato un’indagine sociologica affidata all’Ufficio Nazionale di Statistica e predisposta dalla Commissione Speciale sull’Andamento Demografico.
Il questionario è stato inviato via mail a un campione di popolazione tra 18 e 49 anni, in forma anonima. La rilevazione, partita il 14 luglio, si è conclusa il 28 agosto.
“Desidero sottolineare con soddisfazione che nelle prime due settimane dall’inizio dell’indagine, il 14/07/2026, sono pervenute n. 1.894 risposte e si è conclusa in data 28/08/2026 con n. 2.100 questionari completi a fronte di n. 2.798 questionari totali di cui n. 698 non completi. Si tratta di un segnale molto importante, che testimonia quanto questo tema sia sentito dalla cittadinanza e quanto vi sia disponibilità a contribuire alla costruzione di politiche pubbliche fondate sull’ascolto e sull’evidenza dei dati”.
“Questo Progetto di Legge si inserisce proprio in questa visione: una politica che ascolta, che studia, che si confronta e che cerca di dare risposte concrete”, ha aggiunto.
Canti: «Nessuna singola legge potrà invertire da sola la denatalità»
Il Segretario ha quindi affrontato il nodo politico della riforma, precisando che il provvedimento non viene presentato come una soluzione definitiva al calo delle nascite.
“Siamo consapevoli che nessuna singola legge potrà invertire da sola il fenomeno della denatalità. Si tratta infatti di una sfida complessa che interessa l’intera Europa e che richiede interventi continui, strutturali e coordinati. Ma siamo altrettanto convinti che le istituzioni abbiano il dovere di creare condizioni sempre più favorevoli affinché costruire una famiglia e avere figli non rappresenti un ostacolo, bensì una scelta sostenuta da una comunità che crede nel proprio futuro”.
Per questo, ha spiegato Canti, la legge deve essere considerata come una tappa di un percorso destinato a proseguire.
“Questo progetto di legge nasce da una consapevolezza precisa, ovvero che la denatalità non è soltanto una questione demografica, ma è una questione sociale, economica e culturale che riguarda il futuro stesso della nostra Repubblica. Dietro questa consapevolezza ci sono persone, giovani coppie che devono poter scegliere liberamente di costruire una famiglia, donne e uomini che devono poter conciliare il lavoro con la genitorialità, bambini ai quali dobbiamo garantire le migliori condizioni per crescere e una comunità che deve poter continuare a progettare il proprio futuro”.
Poi uno dei passaggi centrali dell’intervento: “Per questo non possiamo limitarci a dire alle giovani coppie che devono fare più figli. Dobbiamo creare le condizioni perché avere un figlio non rappresenti una penalizzazione sul piano economico, professionale e sociale. Ed è esattamente questa la direzione nella quale si muove il nuovo progetto di legge”.
Più tutele per gravidanza e genitorialità
Il provvedimento rafforza innanzitutto le protezioni riconosciute alle famiglie e ai genitori, estendendo il principio di non discriminazione.
“Innanzitutto, viene rafforzato il principio secondo cui la famiglia, la gravidanza, la maternità e la genitorialità devono essere oggetto di una tutela effettiva e non soltanto dichiarata. La nuova formulazione della legge collega espressamente le politiche familiari ai principi fondamentali dell’ordinamento sammarinese e introduce una maggiore tutela contro le discriminazioni legate non soltanto alla gravidanza, ma anche allo status di genitore. Viene inoltre valorizzata la responsabilità condivisa tra uomini e donne nella cura dei figli e dei familiari”, ha spiegato Canti.
Un capitolo specifico riguarda inoltre le donne non occupate, che durante gravidanza e puerperio possono trovarsi prive di strumenti economici adeguati. Ma il punto sul quale Canti si è soffermato maggiormente è la conciliazione tra famiglia e lavoro.
“Sul fronte della maternità, viene fatto un notevole passo avanti anche verso quelle donne che, trovandosi in una condizione di non occupazione, rischiano di rimanere prive di adeguati strumenti di sostegno proprio nel momento della gravidanza e del puerperio. Ma soprattutto interveniamo sulla conciliazione tra lavoro e famiglia, per consentire maggiormente ai genitori di essere presenti nella vita dei propri figli senza essere costretti a scegliere tra il lavoro e la famiglia”.
Congedo di paternità da 10 a 20 giorni
Tra le misure previste c’è il raddoppio del congedo di paternità.
“Il congedo di paternità viene raddoppiato, passando da 10 a 20 giorni retribuiti al 100 per cento, anche frazionabili a ore e fruibili contemporaneamente alla madre. È un cambiamento importante non soltanto sotto il profilo quantitativo, ma anche culturale perché si riconosce che la cura dei figli è una responsabilità condivisa e che la presenza del padre nei primi mesi di vita del bambino è parte integrante della genitorialità”.
Intervento consistente anche sul congedo parentale, con un sistema di indennità differenziate a seconda dell’età del bambino.
“Anche il congedo parentale viene profondamente rafforzato. Nei primi tre mesi l’indennità viene elevata all’80 per cento della retribuzione netta, con un minimo garantito di 1.500 euro mensili; successivamente è prevista un’indennità del 40 per cento, con un minimo di 1.000 euro, fino al primo anno di vita, e del 20 per cento, con un minimo di 500 euro, fino ai diciotto mesi”.
L’obiettivo, nelle parole del Segretario, è “rendere realmente praticabile la scelta di dedicare tempo ai propri figli senza trasformare il congedo parentale in un privilegio accessibile soltanto a chi può permetterselo economicamente”.
Caregiver, sussidio e aspettativa fino a dieci anni
Altro punto rilevante è il caregiver familiare, con il riconoscimento del lavoro svolto da chi assiste un parente fragile, malato, con disabilità o non autosufficiente.
“Con tale istituto San Marino riconosce formalmente valore sociale ed economico a quelle persone che ogni giorno si prendono cura di un familiare non autosufficiente, malato o con disabilità, spesso rinunciando in tutto o in parte alla propria attività lavorativa e affrontando un carico assistenziale importante, tanto sul piano materiale quanto su quello umano”.
Canti ha quindi illustrato le misure previste: “In tal modo l’attività di cura non è più qualcosa di invisibile o una questione privata. Chi si prende cura di una persona fragile trova riconoscimento di svolgere una funzione di straordinario valore sociale e umano sia per quella persona che per l’intera comunità”.
La disciplina prevede diversi profili di caregiver sulla base del carico assistenziale, un sussidio graduato e la contribuzione previdenziale figurativa. Nei casi più impegnativi sarà possibile chiedere l’aspettativa dal lavoro fino a cinque anni, rinnovabili per ulteriori cinque anni. Sono previsti anche percorsi di formazione e interventi di sollievo per contrastare burnout e isolamento sociale.
«Sostenere la famiglia significa sostenere il futuro della Repubblica»
Nella parte conclusiva dell’intervento Canti ha riassunto la filosofia del provvedimento.
“Sostenere la famiglia significa sostenere il futuro della Repubblica. Significa aiutare una giovane coppia a non rinunciare al progetto di avere un figlio. Significa fare in modo che una donna non debba scegliere tra la maternità e la propria realizzazione professionale. Significa permettere a un padre di essere realmente presente nella crescita dei propri figli. Significa non lasciare sola una persona che dedica la propria vita alla cura di un familiare fragile”.
E ancora: “Significa, soprattutto, dire alle nostre giovani generazioni che San Marino vuole essere un Paese nel quale costruire una famiglia, crescere dei figli e progettare il proprio futuro sia possibile e concretamente sostenuto dalla comunità”.
Il Segretario ha quindi ringraziato i soggetti che hanno lavorato alla riforma, dai collaboratori della Segreteria di Stato e del Dipartimento Giustizia ai dipendenti dell’Ufficio Prestazioni Economiche e Pensioni dell’ISS, passando per CDLS, CsDL e USL, ANIS, OSLA, USC, USOT e UNAS, oltre alle associazioni coinvolte, tra cui Alzheimer, Parkinson, Caritas, Uno di Noi e Accoglienza della Vita.
L’appello alle opposizioni: «Cerchiamo la convergenza più ampia»
L’ultimo passaggio è stato politico. Canti si è rivolto direttamente alle forze di opposizione che durante l’esame degli emendamenti in Commissione IV avevano scelto l’astensione.
“È una scelta politica che naturalmente rispettiamo, ma al tempo stesso, confidiamo che i miglioramenti introdotti anche attraverso gli emendamenti depositati possano consentire oggi una più ampia convergenza”.
Quindi l’appello conclusivo: “Le politiche a sostegno della famiglia, della maternità e della natalità, come ho sempre detto, non appartengono a una maggioranza o a un’opposizione, ma appartengono all’intera comunità sammarinese. Per questo il nostro auspicio è che il Consiglio Grande e Generale possa esprimere un consenso unanime o per lo meno il più ampio possibile sull’approvazione definitiva di questo Progetto di Legge, offrendo ai cittadini un segnale di responsabilità istituzionale e di unità su una delle questioni più decisive per il futuro della nostra Repubblica”.
