Circa 100 euro in più al mese in busta paga, 1.200 euro all’anno: ecco cosa vale l’accordo sul contratto dei dipendenti pubblici.
In Consiglio Grande e Generale si discute del rinnovo contrattuale del pubblico impiego. Manuel Ciavatta, del PDCS, è intervenuto sull’accordo raggiunto tra Governo e organizzazioni sindacali. Per Ciavatta gli aumenti ai dipendenti pubblici sono possibili grazie al miglioramento dei conti dello Stato, senza ricorrere a nuovo debito. Un’aggiunta, dice, a quanto detto dal segretario Beccari.
L’accordo, ad oggi puramente numerico, prevede il +3% sulla busta paga del 2025 e il +2% come acconto sul 2026. Su uno stipendio di 2.000 euro fanno circa 100 euro al mese. L’intervento costa allo Stato tra i 5 e i 6 milioni di euro. Il precedente rinnovo era stato firmato nel 2022.
Secondo Ciavatta l’aumento è in linea con il privato, dove tutti i contratti sono stati rinnovati. Resta aperto un tema: nella Pubblica Amministrazione c’è parità contrattuale a fronte di lavori diversi, e servirebbe più distinzione. La contrattazione sindacale proseguirà sulla parte normativa.
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