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Attualità

Famiglie omogenitoriali, Rossini: «A settembre San Marino dovrà scegliere. Al centro ci siano i bambini»

Il riconoscimento dei figli nelle famiglie omogenitoriali arriverà a settembre all’esame del Consiglio Grande e Generale. Al centro del confronto ci saranno le Istanze d’Arengo n. 48 e 49, presentate dall’associazione LGBT+ 121, mentre nei prossimi giorni potrebbe arrivare anche il pronunciamento del Collegio Garante della Costituzionalità delle Norme su una questione legata proprio al riconoscimento di questi rapporti familiari.

Sul tema interviene Tomaso Rossini (PSD) con una nota di approfondimento che pone al centro della discussione la tutela dei minori. “A settembre il Consiglio Grande e Generale sarà chiamato a discutere le Istanze d’Arengo che riguardano il riconoscimento dei figli nelle famiglie omogenitoriali. Il confronto si annuncia delicato”, si legge nel comunicato.

Le due Istanze affrontano aspetti distinti ma collegati. “La prima riguarda il riconoscimento a San Marino degli atti di nascita e di adozione formati all’estero nei quali risultano due genitori dello stesso sesso. La seconda riguarda il riconoscimento della responsabilità di entrambi i genitori nelle famiglie omogenitoriali”, spiega Rossini.

Il punto, secondo la nota, riguarda le conseguenze concrete dell’attuale quadro normativo. “Dietro queste definizioni giuridiche ci sono situazioni molto concrete. Ci sono bambini che crescono con persone che si prendono cura di loro ogni giorno. Ma il nostro ordinamento non offre ancora risposte chiare sul riconoscimento giuridico di alcuni di questi legami”.

Nella relazione predisposta sulle Istanze, ricorda Rossini, anche l’Ufficio di Stato Civile ha evidenziato come la normativa sammarinese non disciplini espressamente queste situazioni. Gli uffici sono quindi chiamati ad applicare le disposizioni esistenti, senza poter introdurre autonomamente nuove forme di registrazione. “Non possiamo chiedere agli uffici di risolvere un problema che la legge non ha ancora risolto. La responsabilità è della politica”, sottolinea il comunicato.

Un passaggio importante sarà rappresentato dal pronunciamento del Collegio dei Garanti, le cui conclusioni non sono ancora pubbliche. “È evidente che le indicazioni del Collegio potranno rappresentare un riferimento importante per il legislatore. Potranno aiutarci a capire meglio quali principi il nostro ordinamento ci chiede di tutelare e quali risposte dovrà dare la politica”, prosegue Rossini.

La riflessione si concentra quindi sulle situazioni che possono emergere nella vita quotidiana di un minore quando uno dei due adulti che lo cresce non dispone di un riconoscimento giuridico. “Ma cosa succede davanti a una malattia? A un ricovero? A una separazione? Alla morte del genitore riconosciuto dalla legge? È nei momenti difficili che una legge deve dare certezze”, si legge nella nota.

Rossini invita quindi a distinguere il tema della tutela giuridica dei bambini dal confronto sui diversi modelli familiari. “Non si tratta di stabilire per legge quale sia il modello di famiglia migliore. E non si tratta di chiedere a tutti di avere la stessa opinione su questioni che toccano convinzioni personali profonde. Le sensibilità nel nostro Paese sono diverse. Vanno ascoltate e rispettate. La domanda è un’altra. Quando una situazione familiare esiste già e riguarda un bambino, come deve comportarsi lo Stato?”.

Il comunicato richiama anche il passaggio compiuto da San Marino nel 2018 con il riconoscimento delle unioni civili, indicando nel tema dei figli una delle questioni che ora il legislatore sarà chiamato ad affrontare. “L’associazione 121, attraverso le Istanze d’Arengo, ha posto questa domanda alle istituzioni. Lo Stato Civile ha chiarito che, con le norme attuali, non può dare autonomamente la risposta. Il Collegio dei Garanti potrà offrirci un ulteriore e importante riferimento. Poi toccherà alla politica”.

La discussione approderà dunque in Consiglio a settembre. Per Rossini serviranno “regole prudenti. Equilibrate. Scritte bene”, capaci di tenere insieme le differenti sensibilità e la tutela dei minori. “Quando un bambino ha costruito un legame stabile con chi lo cresce, lo Stato dovrebbe cercare di proteggerlo. A settembre discuteremo insieme come farlo”, conclude la nota.