Prosegue il confronto tra Italia e Spagna dopo la crisi migratoria scoppiata a Ceuta. Al centro della polemica ci sono i controlli aggiuntivi alle frontiere interne decisi da Roma, che Madrid considera ingiustificati e chiede di revocare immediatamente.
Il ministro dell’Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska sostiene che l’area Schengen non sia mai stata realmente a rischio e sottolinea che, dall’inizio dell’emergenza, 72mila migranti sono entrati irregolarmente a Ceuta, ma circa 70mila sono già rientrati in Marocco. Per questo, secondo il governo spagnolo, i controlli italiani non sarebbero necessari.
Di diverso avviso il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ribadisce come il ripristino temporaneo dei controlli non sia una misura contro la Spagna, ma uno strumento previsto dalle norme di Schengen per gestire situazioni eccezionali. Piantedosi ha inoltre espresso solidarietà a Madrid, ricordando le difficoltà affrontate dall’Italia durante gli sbarchi record a Lampedusa.
Dalla riunione dei ministri dell’Interno dell’Ue è emersa infine una linea comune: rafforzare i rimpatri, contrastare il traffico di migranti, potenziare il controllo delle frontiere esterne e migliorare il monitoraggio della disinformazione, anche attraverso i social network.
