Continua ad aggravarsi il bilancio della crisi migratoria a Ceuta, dove i migranti morti nel tentativo di raggiungere a nuoto l’enclave spagnola sono saliti ad almeno 67. Secondo fonti della Delegazione del Governo della città autonoma, i corpi sono stati recuperati dalle squadre di soccorso, dalla Guardia Civil e dal servizio di salvataggio marittimo.
La notte è stata segnata anche da nuovi episodi di violenza. Un cittadino marocchino è stato accoltellato al costato da un connazionale al termine di una lite nei pressi della scuola Andrés Manjón. L’aggressore si è dato alla fuga prima dell’arrivo della polizia, mentre il ferito è stato trasportato in ospedale.
Momenti di forte tensione anche all’esterno del Centro di permanenza temporanea per immigrati (Ceti), ormai al completo. Decine di migranti hanno cercato di entrare con la forza nella struttura, riuscendo ad abbattere una parte della recinzione. Le forze di polizia sono intervenute con un massiccio dispositivo di sicurezza, circondando il centro e riportando la situazione sotto controllo.
Sul fronte politico, il premier spagnolo Pedro Sánchez ha chiesto a Bruxelles la convocazione urgente di una riunione dei ministri dell’Interno dell’Unione europea per affrontare l’emergenza. Intanto prosegue il confronto tra gli Stati membri sulla gestione della crisi migratoria: Italia e Danimarca hanno promosso una lettera indirizzata alla Commissione europea, sottoscritta da 22 Paesi, ma non da Spagna e Francia. Sánchez ha inoltre criticato la decisione italiana di sospendere Schengen con la Spagna, definendola una scelta dettata da “ignoranza o interessi politici”.
