La CSdL torna a riflettere sul significato del 28 luglio, la ricorrenza che celebra la caduta del fascismo a San Marino e il ritorno della democrazia. In una nota diffusa all’indomani delle celebrazioni, il sindacato ribadisce la piena adesione ai valori della libertà, della democrazia e dell’antifascismo, auspicando che in futuro la ricorrenza venga celebrata con una cerimonia ancora più significativa.
“Partecipare alle celebrazioni del 28 luglio è sempre un’emozione”, scrive la Confederazione, sottolineando come, a 83 anni dalla riconquista della libertà, sia fondamentale continuare a trasmettere alle nuove generazioni la memoria di quegli eventi. “Abbiamo quindi il dovere di tramandare i valori della democrazia e della libertà, che sono state riconquistate il 28 luglio 1943”, si legge nel comunicato.
La CSdL osserva che i testimoni diretti di quel periodo stanno progressivamente scomparendo e richiama l’attenzione sul contesto internazionale attuale. “Guardando cosa succede in giro per il mondo, ancora oggi ci rendiamo conto che non è affatto detto che le dittature non possono più tornare”, afferma il sindacato, aggiungendo che “l’idea dell’uomo solo al comando è tutt’altro che tramontata” e che occorre continuare a ribadire con forza il principio del “mai più”.
Nel comunicato viene ricordato anche il legame storico tra la Festa della Libertà e la nascita della Confederazione. “Il 28 luglio 1943 costituisce anche il preludio alla costituzione della CSdL”, evidenzia il sindacato, ricordando che uno dei primi atti del Governo provvisorio fu la nomina di Gino Giacomini come commissario incaricato di riorganizzare i lavoratori nel sindacato. Poche settimane dopo, il 3 settembre 1943, venne firmato l’atto costitutivo della Confederazione.
Ampio spazio è dedicato anche al ruolo svolto dalla popolazione sammarinese durante la Seconda guerra mondiale. La CSdL ricorda infatti le famiglie che accolsero decine di migliaia di profughi, soprattutto provenienti dal territorio riminese, mettendo a rischio la propria sicurezza per aiutare chi fuggiva dalle persecuzioni nazifasciste.
Il sindacato esprime inoltre soddisfazione per la presenza alle celebrazioni di una delegazione dell’ANPI provinciale di Rimini, sottolineando come l’associazione ricordi ogni anno, durante le iniziative del 25 aprile, la solidarietà dimostrata dalla Repubblica di San Marino nei confronti dei rifugiati.
In conclusione, la Confederazione lancia una proposta alle istituzioni: “Il 28 luglio 1943 andrebbe ricordato con una cerimonia più consona ai grandi valori di questa ricorrenza, che culmini all’interno della sede del Consiglio Grande e Generale, ove si concretizzano la libertà e la democrazia riconquistate dopo il ventennio fascista”. Una richiesta che punta a rafforzare il valore simbolico della principale ricorrenza civile della Repubblica.
