Venerdì 24 luglio 2026
Nella seduta di venerdì 24 luglio 2026, i lavori del Consiglio Grande e Generale ripartono dall’esame delle Istanze d’Arengo.
L’Aula esprime un orientamento unanime a favore dell’Istanza d’Arengo che chiede il ripristino e la riqualificazione del campo sportivo di via Sottomontana, riconoscendo il valore storico e sociale dell’area e la necessità di restituire alla comunità uno spazio oggi in evidente stato di degrado. Matteo Casali (RF) annuncia il sostegno del suo gruppo, ma invita il Governo a evitare interventi estemporanei e a inserire il progetto in una visione complessiva della pianificazione urbanistica e sportiva. Lo stesso consigliere richiama inoltre la necessità di non concentrare tutte le risorse sul calcio, ricordando che occorre preservare anche spazi di aggregazione liberi e accessibili ai giovani. Gian Carlo Venturini (PDCS) ripercorre invece la storia dell’area, ricordando i lavori già eseguiti negli anni passati e spiegando come il progetto sia rimasto incompleto. Ringraziando i cittadini promotori dell’istanza, afferma che “quell’area è di grande valore, va valorizzata” e sottolinea come sia arrivato il momento di “completare quel percorso restituendo dignità e valore a uno dei primi campi da calcio della Repubblica”. In chiusura il Segretario di Stato Rossano Fabbri conferma che il Governo condivide pienamente le finalità dell’istanza e spiega che è già in corso un progetto di riqualificazione complessiva dell’area, con l’affidamento della gestione alla Federazione Sammarinese Giuoco Calcio e la realizzazione, a proprie spese, di nuovi impianti e servizi. “La questione è già stata presa in carico”, afferma il Segretario, evidenziando che il progetto consentirà anche di mettere a disposizione dei cittadini nuovi spazi sportivi ad accesso libero. Al termine del confronto l’Istanza d’Arengo viene approvata all’unanimità.
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Approvata, a maggioranza, l’Istanza d’Arengo “per il ripristino del diario scolastico, del libretto delle comunicazioni/votazioni e l’eliminazione del badge elettronico per gli studenti della scuola media inferiore”. Il Segretario di Stato Teodoro Lonfernini esprime parere tecnico non favorevole all’accoglimento integrale dell’istanza, ma ne condivide “pienamente lo spirito e i presupposti pedagogici”. Annuncia quindi l’avvio di un percorso di revisione delle modalità di utilizzo del registro elettronico insieme al Dipartimento Istruzione e al Consiglio d’Istituto, con l’obiettivo di introdurre un regolamento per disciplinarne l’impiego, mantenere il diario scolastico come strumento educativo e valutare anche l’eliminazione del badge elettronico. Gaetano Troina (D-ML) invita a riflettere sugli effetti della digitalizzazione accelerata dopo la pandemia, ritenendo eccessivo il ricorso agli strumenti elettronici per la gestione quotidiana della scuola. Aida Maria Adele Selva (PDCS) richiama invece il valore educativo della scrittura a mano, sostenendo che il ritorno al diario scolastico possa favorire apprendimento e responsabilizzazione. Donatella Merlini (PSD) evidenzia come la tecnologia debba restare uno strumento al servizio del rapporto educativo, senza sostituire il dialogo tra scuola e famiglia. Matteo Zeppa (Rete) definisce il badge elettronico “una grande assurdità” per ragazzi di undici-quattordici anni e sostiene che la puntualità si insegni con l’esempio, non con strumenti automatici. Matteo Casali (RF) condivide le premesse dell’istanza ma invita a non demonizzare la digitalizzazione, ricordando il ruolo fondamentale svolto durante la pandemia e per gli studenti con bisogni educativi speciali. Fabio Righi (D-ML) amplia la riflessione sostenendo che la questione riguarda il modello di scuola e di società che si vuole costruire, ribadendo che “la tecnologia è uno strumento e non un fine”. Gemma Cesarini (Libera) propone una convivenza tra diario cartaceo e registro elettronico, mentre Giovanna Cecchetti (indipendente) considera il badge superfluo alle scuole medie ma ritiene possibile integrare strumenti tradizionali e innovazione. Michela Pelliccioni (indipendente) richiama l’attenzione sui rischi dell’ipercontrollo e sulla necessità di accompagnare famiglie e studenti nell’uso equilibrato delle tecnologie. Andrea Menicucci (RF) osserva che la sperimentazione digitale ha mostrato l’importanza di preservare la componente umana del rapporto educativo, mentre Dalibor Riccardi (Libera) sottolinea come diario e responsabilizzazione rappresentino passaggi fondamentali nel percorso di crescita dei ragazzi. L’Istanza viene infine approvata a maggioranza.
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Nella prosecuzione dei lavori, il Segretario di Stato Teodoro Lonfernini esprime parere contrario all’accoglimento dell’istanza che propone di intitolare la hall del Teatro Titano a Totò, pur riconoscendo il forte legame dell’artista con la Repubblica di San Marino, testimoniato dalla donazione nel 1962 del pianoforte oggi custodito nel teatro. Sottolinea che il Teatro Titano rappresenta un luogo simbolo della storia civile e istituzionale del Paese e che l’intitolazione permanente di suoi spazi a singole personalità rischierebbe di comprometterne l’identità storica complessiva. L’Istanza viene infine respinta.
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Spazio poi all’Istanza “per il riconoscimento del circo contemporaneo quale attività di rilevante valore culturale, educativo e sociale e per la sua inclusione all’interno del sistema degli Istituti Culturali Pubblici”. Il Segretario di Stato Teodoro Lonfernini, condividendo il riferimento predisposto insieme al Segretario al Territorio Matteo Ciacci, esprime parere favorevole all’accoglimento dell’istanza, riconoscendo il valore culturale, educativo e sociale del circo contemporaneo e il contributo offerto negli ultimi anni alla vita culturale sammarinese. Sottolinea però che l’eventuale individuazione di una sede stabile dovrà essere valutata in base alla disponibilità degli spazi pubblici, alla sostenibilità economica e alle priorità dell’amministrazione, indicando l’accoglimento come un indirizzo politico da sviluppare attraverso soluzioni compatibili. Nel dibattito Tomaso Rossini (PSD) sostiene con convinzione l’istanza, definendo il circo contemporaneo una disciplina educativa e artistica capace di favorire equilibrio, inclusione e crescita personale. Gemma Cesarini (Libera) condivide il parere della Segreteria, ritenendo corretto riconoscere il valore della disciplina demandando poi agli uffici le necessarie valutazioni tecniche. Di segno opposto Maria Luisa Berti (AR), Antonella Mularoni (RF) e Aida Maria Adele Selva (PDCS), che pur riconoscendo il valore dell’attività invitano a privilegiare altre priorità di spesa pubblica e chiedono maggiori approfondimenti sull’impatto economico. Dalibor Riccardi (Libera) replica che l’istanza non implica necessariamente nuovi investimenti onerosi e invita a restare nel merito della proposta. Giulia Muratori (Libera) evidenzia il ruolo del circo contemporaneo come linguaggio artistico e occasione di crescita culturale, proponendo una mediazione attraverso un ordine del giorno. Matteo Zeppa (Rete), infine, critica le divisioni emerse nella maggioranza nonostante il parere favorevole dei Segretari di Stato, sostenendo che realtà come il circo contemporaneo possano rappresentare un valore aggiunto per il Paese. Dopo una sospensione dei lavori per tentare una mediazione, l’ordine del giorno non viene presentato e l’Istanza viene respinta a maggioranza.
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A dividere l’Aula, con sensibilità differenti tra i vari gruppi consiliari, è invece l’Istanza “per l’introduzione del consenso informato preventivo della famiglia per lo svolgimento a scuola di attività afferenti all’educazione sessuale e affettiva”. Il Segretario di Stato Teodoro Lonfernini esprime parere contrario all’istanza, pur riconoscendo l’importanza del rapporto tra scuola e famiglia. Sostiene che il coinvolgimento dei genitori debba essere rafforzato attraverso dialogo, trasparenza e partecipazione, ma ritiene che introdurre un consenso informato obbligatorio per le attività di educazione affettiva e sessuale rischierebbe di limitare l’autonomia della scuola e di compromettere l’uniformità dell’offerta formativa. Nel dibattito emerge una netta contrapposizione. Sandra Stacchini (PDCS) sostiene l’istanza, ritenendo che il consenso informato rafforzi la corresponsabilità educativa tra scuola e famiglia. Donatella Merlini (PSD) difende invece la posizione del Governo, invitando a valorizzare gli strumenti di partecipazione già esistenti senza introdurre nuovi vincoli. Maria Luisa Berti (AR), intervenendo a titolo personale, si dichiara favorevole al coinvolgimento preventivo dei genitori. Fabio Righi (D-ML) sostiene che l’istanza non sia contro l’educazione affettiva e sessuale, ma a favore del coinvolgimento delle famiglie nelle scelte educative più delicate, ribadendo il primato educativo dei genitori. Guerrino Zanotti (Libera) si oppone invece alla proposta, ritenendo che il consenso preventivo rischi di trasformarsi in un veto capace di indebolire la funzione educativa e preventiva della scuola. Antonella Mularoni (RF) difende l’istanza, sostenendo che chieda soltanto maggiore informazione e coinvolgimento dei genitori senza mettere in discussione il ruolo degli insegnanti. Emanuele Santi (Rete) ribadisce la contrarietà del suo gruppo, affermando che educazione affettiva e sessuale debbano essere affrontate dalla scuola fin dall’infanzia con modalità adeguate all’età e in collaborazione con le famiglie, ma senza nuovi vincoli normativi. L’Istanza viene infine respinta con 18 voti favorevoli, 19 contrari e 3 astenuti.
L’Istanza successiva – per l’istituzione del Liceo delle Scienze Umane nel sistema scolastico sammarinese – non viene messa in votazione a causa della mancanza del numero legale. Il Consiglio Grande e Generale termina alle 14.30.
