Sale la tensione nel conflitto tra Stati Uniti e Iran. Il presidente americano Donald Trump ha annunciato che i danni provocati alle navi saranno risarciti utilizzando i beni iraniani congelati e controllati dagli Usa, definendo questa soluzione “la più giusta ed equa”. La risposta di Teheran non si è fatta attendere: il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha definito la misura un “precedente esplosivo”, sostenendo che una simile decisione metterebbe a rischio la sicurezza dei beni di qualsiasi Stato.
Sul piano diplomatico, l’Iran ha inoltre avvertito che qualsiasi Paese che fornirà assistenza o collaborazione agli Stati Uniti nell’offensiva sarà ritenuto responsabile e potrebbe essere oggetto di contromisure nell’ambito del diritto di autodifesa.
Intanto proseguono le operazioni militari. Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CentCom) ha confermato l’avvio della tredicesima notte consecutiva di raid contro obiettivi militari iraniani, mentre i media di Teheran riferiscono di esplosioni nelle città di Ahvaz e Bandar Abbas. L’escalation arriva dopo gli attacchi degli Houthi contro due petroliere saudite nel Mar Rosso, episodio che ha contribuito a far superare al petrolio la soglia dei 100 dollari al barile e ad aumentare le preoccupazioni per un ulteriore allargamento del conflitto.





