USL: “Bene le nuove regole sui mutui, ora altri passi avanti per la disabilità”

da | 22 Lug 2026

L’Unione Sammarinese Lavoratori (USL) esprime soddisfazione per la delibera interpretativa della Legge Emergenza Casa, che innalza da 45 a 60 anni il limite di età per accedere ai mutui agevolati con garanzia dello Stato nei casi in cui nel nucleo familiare sia presente una persona con grave disabilità. Per il sindacato si tratta di un risultato importante, frutto del confronto avviato con gli uffici competenti e con la Segreteria di Stato per il Territorio.

Nel comunicato, USL sottolinea che “chi è fragile deve essere messo nelle condizioni di non essere lasciato indietro” e ribadisce un principio che considera fondamentale: “affinché i diritti siano gli stessi, le condizioni devono essere diverse. Non c’è nulla di più ingiusto che fare le parti uguali tra diseguali“.

Secondo il sindacato, la modifica normativa risponde a una necessità concreta, tenendo conto delle maggiori difficoltà che possono incontrare le famiglie nella ricerca di un’abitazione adatta a una persona con grave disabilità. “Il dialogo e il confronto sono sfociati in un risultato importante che fa compiere un passo avanti non da poco“, evidenzia la nota, ricordando anche il caso di chi rischiava di vedersi respingere la richiesta di mutuo per aver superato di pochi mesi il precedente limite di età.

USL auspica ora che il percorso prosegua con ulteriori interventi. Tra le richieste avanzate vi è quella di considerare la presenza di persone con grave disabilità all’interno del nucleo familiare nella definizione dei requisiti per l’accesso alle tariffe sociali.

Il sindacato torna inoltre sul tema dell’inclusione lavorativa, chiedendo un cambio di impostazione. “Occorre superare una visione antiquata che ancora pone limiti laddove dovremmo intravedere solo opportunità“, si legge nel comunicato. USL ribadisce infatti che una persona con disabilità “non deve essere chiamata a rinunciare alla propria pensione” per poter accedere al mondo del lavoro, ricordando che quel trattamento economico è legato alle difficoltà e alle fragilità derivanti dalla condizione personale, e non all’attività lavorativa svolta.

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