La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha riunito a Palazzo Chigi i leader della maggioranza per fare il punto sui principali dossier del governo. Al vertice hanno partecipato i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi e, in collegamento, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Tra le decisioni assunte, l’avvio della procedura per ottenere dall’Unione europea una maggiore flessibilità di bilancio attraverso l’estensione della clausola di salvaguardia per l’energia, che consentirebbe circa 14 miliardi di euro di maggiore capacità di spesa. Il passaggio sarà sottoposto al voto di Camera e Senato all’inizio di agosto.
Sul piano politico continua però a tenere banco la riforma della legge elettorale. Ufficialmente il tema non sarebbe stato affrontato durante il vertice, ma dalla maggioranza emerge la volontà della premier di ripresentare al Senato l’emendamento sulle preferenze, dopo la bocciatura alla Camera. Il nuovo testo dovrebbe includere anche quote di genere per i capilista bloccati, con la prospettiva di un eventuale nuovo passaggio a Montecitorio.
La scelta comporterebbe il rischio di un voto segreto nella terza lettura parlamentare. Secondo quanto filtra dalla maggioranza, Meloni avrebbe spiegato agli alleati che un’eventuale bocciatura della riforma metterebbe in discussione la tenuta stessa della coalizione di governo. Il percorso dovrebbe proseguire dopo la pausa estiva, con l’approdo del provvedimento nell’Aula del Senato previsto per settembre.
Sul tavolo resta anche il tema dei rapporti con Roberto Vannacci e con il suo movimento politico. L’orientamento prevalente nella maggioranza sarebbe quello di non aprire, almeno per ora, a un’intesa elettorale, nella convinzione che mantenere il generale fuori dalla coalizione possa limitarne la crescita elettorale, evitando al tempo stesso di rafforzarne il consenso in vista delle prossime elezioni.





