È alta la tensione a Bologna dopo i violenti disordini scoppiati al termine della manifestazione organizzata per chiedere verità sulla morte di Abderrahim Fakir. Sugli episodi è intervenuta la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha definito quanto accaduto “inaccettabile”, chiedendo che sul decesso del giovane vengano accertate eventuali responsabilità “con il massimo rigore”, ma condannando con fermezza le violenze contro le forze dell’ordine.
In un messaggio pubblicato sui social, Meloni ha affermato che “la verità va ricercata fino in fondo, senza pregiudizi e senza sconti per nessuno”, aggiungendo però che nulla può giustificare gli attacchi agli agenti e definendo “un atto di grave irresponsabilità” alimentare un clima di odio nei confronti delle forze di polizia.
Dopo il corteo, una parte dei manifestanti ha dato vita a una guerriglia urbana nel centro cittadino, con lanci di oggetti contro gli agenti, danneggiamenti ad arredi urbani e biciclette del bike sharing e l’incendio di almeno un’auto del Comune, che ha richiesto l’intervento dei vigili del fuoco.
Secondo il primo bilancio sanitario, 11 persone hanno avuto bisogno di cure, tra cui manifestanti e poliziotti, con alcuni feriti trasportati in ospedale in condizioni non gravi. I sindacati di polizia parlano però di un numero molto più elevato di agenti coinvolti, sostenendo che i feriti tra le forze dell’ordine sarebbero oltre cinquanta, e chiedono che vengano accertate le responsabilità per quanto accaduto.





