La Camera dei deputati ha approvato la nuova legge elettorale con 217 voti favorevoli, 152 contrari e 2 astensioni. Con il via libera di Montecitorio, il provvedimento prosegue ora il suo iter parlamentare al Senato.
Il voto finale è stato preceduto da un acceso confronto politico. Le opposizioni hanno contestato duramente la riforma, esponendo cartelli in Aula con scritte come “Meloni ha fallito”, “legge elettorale = legge truffa” e “la maggioranza non esiste più: a casa”. I commessi sono intervenuti per rimuoverli, mentre il presidente della Camera Lorenzo Fontana è dovuto intervenire più volte per riportare l’ordine.
Dopo l’approvazione, tra i banchi della maggioranza sono scattati applausi, strette di mano e manifestazioni di soddisfazione per il risultato ottenuto.
Durante le dichiarazioni di voto non sono mancati altri momenti di tensione, in particolare dopo l’intervento del deputato di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, che ha accusato le opposizioni di aver impedito l’introduzione delle preferenze e di aver ritirato i relativi emendamenti. Le sue parole hanno provocato proteste dai banchi della minoranza, contribuendo ad alzare ulteriormente il clima dello scontro parlamentare.





