Generazione Libera interviene sulla recente aggressione avvenuta nella Repubblica di San Marino ai danni di un uomo di 46 anni, prendendo posizione con un comunicato nel quale esprime una netta condanna dell’episodio e invita ad aprire una riflessione più ampia sulle cause della violenza giovanile.
“Nei giorni scorsi, nella nostra piccola Repubblica, si è verificato un fatto gravissimo. Un uomo di 46 anni è stato aggredito alle spalle e scaraventato a terra, colpito con calci e pugni da un gruppo di giovani, sammarinesi e non, riportando una frattura e una prognosi di 30 giorni. Un episodio di cronaca che noi di Generazione Libera condanniamo con la massima fermezza“, si legge nel comunicato.
Il movimento sottolinea come nulla possa giustificare un’aggressione fisica, anche qualora la vittima avesse rimproverato alcuni ragazzi. “Come giovani impegnati in politica e nel rappresentare le nuove generazioni, non possiamo rimanere in silenzio davanti a un atto di tale violenza. A prescindere dal comportamento dell’uomo, che secondo quanto emerso avrebbe rimproverato alcuni ragazzi per l’eccessiva velocità, forse anche con toni bruschi, nulla può giustificare un’aggressione“, affermano gli estensori della nota.
Nel comunicato viene ribadito che “La violenza non risolve i conflitti, non ristabilisce la ragione e non rende più forte chi la esercita. Lascia soltanto ferite, paura e conseguenze che possono segnare profondamente sia la vittima sia chi sceglie di compiere simili gesti. Anche di fronte a una provocazione o a un rimprovero esistono strumenti civili per reagire: il dialogo, l’allontanamento e, quando necessario, il ricorso alle autorità“.
Secondo Generazione Libera, il caso impone anche una riflessione sul contesto sociale ed educativo. “Non vogliamo puntare il dito contro un’intera generazione, composta in larga parte da ragazze e ragazzi responsabili e rispettosi. Tuttavia, sarebbe un errore minimizzare episodi come questo. Sempre più spesso assistiamo a comportamenti aggressivi, a una crescente difficoltà nel gestire i conflitti e a un clima in cui la sopraffazione viene talvolta banalizzata o addirittura esibita“, prosegue il comunicato, che richiama il ruolo di famiglia, scuola, istituzioni e associazioni nella formazione dei giovani.
La nota richiama inoltre l’attenzione sulla testimonianza anonima pubblicata nei giorni scorsi da una ragazza sammarinese minorenne. “Nella sua testimonianza descrive una realtà che la preoccupa, evidenziando come i social network e alcuni modelli culturali, compresi certi contenuti musicali che normalizzano la violenza e l’aggressività, possano influenzare il comportamento di alcuni giovani“. Per Generazione Libera, “si tratta della riflessione di una ragazza che vive quotidianamente quel contesto e che, come molti suoi coetanei, chiede più responsabilità, più rispetto e modelli positivi. È una testimonianza che riteniamo meriti attenzione e che contribuisce ad alimentare un confronto serio su un tema che riguarda tutta la comunità“.
Nella parte conclusiva del documento il movimento evidenzia come, in una realtà di piccole dimensioni come San Marino, episodi di questo tipo incidano profondamente sul senso di comunità. “Per questo non possiamo permetterci di tollerarli, minimizzarli o considerarli semplici bravate. Chi commette simili atti dovrà risponderne davanti alla giustizia, ma il compito della comunità è anche quello di prevenire, educare e creare occasioni di crescita“, si legge ancora.
Infine, Generazione Libera ribadisce il proprio impegno sul piano politico e sociale: “Come Generazione Libera crediamo che il compito della politica non sia soltanto quello di condannare questi episodi, ma anche di interrogarsi sulle loro cause e contribuire a costruire una comunità più consapevole. Educazione, rispetto delle regole, partecipazione e senso civico non sono valori scontati: vanno coltivati ogni giorno, insieme alle famiglie, alla scuola, alle associazioni e alle istituzioni. È da qui che passa la prevenzione della violenza e la crescita di una società più forte e coesa“.





