Nuovo scontro tra lo Stato di New York e l’amministrazione Trump sul tema dell’immigrazione. La governatrice Kathy Hochul ha firmato un pacchetto di provvedimenti destinati a rafforzare la tutela degli immigrati e a limitare alcune attività delle autorità federali sul territorio statale.
Tra le novità più rilevanti figurano il divieto per gli agenti dell’ICE di operare con il volto coperto, il rafforzamento delle protezioni per i cosiddetti “luoghi sensibili” come scuole, chiese e seggi elettorali, e la possibilità per i cittadini di intraprendere azioni legali contro l’agenzia federale in caso di presunte violazioni dei diritti costituzionali. Le nuove norme vietano inoltre alle forze di polizia locali di stipulare accordi di collaborazione con le autorità federali per l’immigrazione.
Durante la firma delle leggi, Hochul ha rivendicato la scelta come un segnale politico forte, affermando che New York intende ribadire la propria identità e i propri valori in materia di accoglienza e diritti civili.
Immediata la risposta del Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS), che ha accusato la governatrice di alimentare una narrazione distorta sull’operato dell’ICE. Secondo il Dipartimento, le nuove restrizioni metterebbero a rischio la sicurezza degli agenti federali e potrebbero risultare incompatibili con la normativa federale.
L’iniziativa arriva in un clima già molto teso tra la Casa Bianca e gli Stati guidati dai democratici, in particolare New York e New Jersey. Nelle ultime settimane le polemiche si sono intensificate anche a causa delle proteste nel centro di detenzione ICE di Delaney Hall, a Newark, dove alcuni detenuti hanno avviato forme di protesta contro le condizioni di permanenza nella struttura.
Le tensioni hanno avuto ripercussioni anche all’esterno del centro, con manifestazioni e momenti di forte confronto tra attivisti e forze dell’ordine federali.





