Un giudice federale di Washington ha ordinato la rimozione del nome di Donald Trump dal Kennedy Center for the Performing Arts, stabilendo che il consiglio di amministrazione non aveva il potere di modificare l’intitolazione dell’istituzione culturale.
La decisione arriva dopo un ricorso promosso dalla deputata democratica dell’Ohio Joyce Beatty. Nella sentenza, il magistrato Christopher Cooper ha ricordato che il Kennedy Center è stato intitolato per legge al presidente John F. Kennedy e che soltanto il Congresso può autorizzarne un eventuale cambio di nome. L’amministrazione ha ora due settimane di tempo per adeguarsi.
Il giudice ha inoltre criticato la gestione della proposta di chiusura temporanea del centro per lavori di ristrutturazione, sostenendo che il consiglio di amministrazione non disponesse di elementi sufficienti per prendere una decisione pienamente informata. La chiusura non viene però bloccata: i membri del board dovranno semplicemente tornare a votare dopo una valutazione più approfondita.
Durissima la reazione di Trump, che sui social ha accusato il giudice, nominato durante la presidenza Obama, di aver ostacolato il rilancio dell’istituzione. Il presidente ha dichiarato di non voler più proseguire nel progetto di rinnovamento del Kennedy Center se non gli verrà concessa piena libertà d’azione.





