Il rispetto del territorio, la tutela del suolo e la coerenza tra obiettivi ambientali dichiarati e scelte amministrative concrete. Sono questi i temi al centro di un intervento di Repubblica Futura, che prende spunto dal ricordo di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, per riportare il dibattito sul rapporto tra sviluppo e sostenibilità.
“In questi giorni in cui l’Italia e il mondo ricordano Carlo Petrini, Repubblica Futura intende riportare il rispetto del territorio in tutte le sue declinazioni al centro del dibattito: tema emblematico dell’incoerenza e della autoreferenzialità di chi ci governa”, si legge nel comunicato.
Il movimento richiama il pensiero di Petrini, definito “padre di Slow Food ma anche uno strenuo oppositore del consumo del territorio”, sottolineando come anche a San Marino si continui ad assistere “alla svendita del suolo, alla cementificazione programmata per favorire la rendita privata, all’ampliamento delle aree urbane che divorano la biodiversità”.
Per Repubblica Futura il confronto sulle politiche ambientali deve misurarsi sulle decisioni operative. “È su questo banco di prova che sollecitiamo il nostro Governo: non nelle dichiarazioni, ma nelle scelte concrete”, afferma il movimento.
Nel documento vengono criticate le politiche pubbliche legate alla sostenibilità ambientale. “Attraverso tutti i mezzi di informazione, dal governo piove un effluvio di parole: turismo sostenibile, produzioni sostenibili, transizione verde: perfette per le conferenze stampa e video sui social, vuote nei fatti, nelle decisioni, nelle scelte concrete di attuazione del piano regolatore”, si legge ancora.
Tra gli elementi citati figurano “progetti con ricadute notevoli su spesa pubblica e costi socio-ambientali e dall’incerto ritorno”, il riferimento a un “parco fotovoltaico milionario in Pianura Padana della cui efficienza non è dato sapere”, ai “corridoi ecologici interrotti”, al “profilo del monte patrimonio UNESCO sfigurato dalle antenne”, fino agli “alberi abbattuti per 50 metri di inutile rotaia”.
Repubblica Futura collega inoltre il tema ambientale a quello sociale e urbanistico. “Dietro la retorica del rilancio, si sta consumando un esproprio culturale: il centro storico perde identità e si trasforma in luna park, il turismo predatorio diventa politica pubblica con profitti privatizzati e costi socializzati, la biodiversità retrocede, le comunità sono sostituite da pensionati d’oro mentre i giovani sono costretti a cercare casa altrove”, sostiene il movimento.
Nella parte finale del comunicato viene richiamato nuovamente il pensiero di Carlo Petrini. “L’insegnamento di Carlo Petrini è semplice ed immediato: la politica che parla di sostenibilità e poi approva il sacrificio di spazi verdi è ipocrita. La politica che invoca il turismo di qualità e poi lascia lievitare gli affitti tradisce i suoi cittadini. La politica che promette equilibri e poi delibera senza coinvolgere inganna”.
Il movimento conclude con un invito a rafforzare le politiche di tutela ambientale. “Ringraziamo Carlo Petrini per averci fatto capire che ogni centimetro di suolo ha un valore e che il territorio non è una risorsa da sfruttare: è la nostra “Terra Madre”. Una casa da vivere, da curare, da difendere”.
Per Repubblica Futura “è il momento di pretendere un vero passo in avanti, un rispetto autentico per il nostro territorio, le sue risorse e i suoi abitanti tutti”.





