Il Governo di San Marino alza il livello dello scontro istituzionale e risponde duramente alle accuse contenute in un editoriale firmato da Dick Roche, pubblicato su EUalive. Il Congresso di Stato parla apertamente di “tesi distorte e palesemente strumentali” e denuncia quello che definisce un tentativo di influenzare il percorso di associazione della Repubblica di San Marino all’Unione Europea.
Nel comunicato diffuso oggi, venerdì 22 maggio, il Governo sammarinese sostiene che “ci troviamo di fronte all’ennesimo tentativo di trasferire sul piano del dibattito politico internazionale e diplomatico dinamiche che appartengono esclusivamente all’alveo giudiziario”.
Secondo il Congresso di Stato l’obiettivo sarebbe chiaro: “esercitare una pressione indebita sulle istituzioni di Bruxelles e sugli Stati membri per condizionare il legittimo percorso di associazione della Repubblica di San Marino all’Unione Europea”.
Il Governo respinge inoltre le contestazioni sul funzionamento della giustizia sammarinese, definendo “palesemente falsa” l’affermazione secondo cui il sistema giudiziario del Titano concentrerebbe nelle stesse figure le funzioni di giudice, pubblica accusa e controllo.
La nota sottolinea infatti che “l’ordinamento prevede una netta e invalicabile separazione funzionale tra le diverse fasi processuali”.
DI SEGUITO IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO DEL CONGRESSO DI STATO
San Marino respinge le continue pressioni esterne e riafferma la trasparenza del proprio sistema
San Marino, 22 maggio 2026 – Il Congresso di Stato respinge con fermezza le tesi distorte e palesemente strumentali espresse nell’editoriale a firma di Dick Roche, pubblicato su una testata estera nota per la sua vicinanza a specifici gruppi d’interesse. Ci troviamo di fronte all’ennesimo tentativo di trasferire sul piano del dibattito politico internazionale e diplomatico dinamiche che appartengono esclusivamente all’alveo giudiziario. L’obiettivo è ormai evidente a chiunque: esercitare una pressione indebita sulle istituzioni di Bruxelles e sugli Stati membri per condizionare il legittimo percorso di associazione della Repubblica di San Marino all’Unione Europea.
Risulta palesemente falsa l’asserzione secondo cui il sistema giudiziario del Titano concentrerebbe nelle stesse figure le funzioni di giudice, pubblica accusa e organo di controllo, azzerando le tutele difensive. La realtà normativa descrive uno scenario opposto. L’ordinamento prevede una netta e invalicabile separazione funzionale tra le diverse fasi processuali. Durante le indagini preliminari agisce il Giudice Inquirente — autorità indipendente incaricata della raccolta delle prove — le cui decisioni e provvedimenti cautelari sono costantemente sottoposti al vaglio e al possibile reclamo davanti al Giudice d’Appello penale. Lo stesso articolo finisce per contraddirsi da solo, ammettendo implicitamente la solidità di questi presidi ricordando che alcune impugnazioni delle difese sono state regolarmente accolte.
La fase del dibattimento viene poi affidata a un magistrato terzo, un Commissario della Legge totalmente estraneo alle indagini. Il sistema delle garanzie si articola su plurimi livelli successivi: il giudizio di appello, la terza istanza e il ricorso al Giudice per i rimedi straordinari. Parliamo di una struttura solida, dove i diritti della difesa trovano una tutela assoluta. C’è poi un dettaglio fondamentale. La Dichiarazione dei Diritti dei Cittadini — cardine del nostro assetto costituzionale — stabilisce che i principi delle convenzioni internazionali sui diritti umani abbiano un’applicazione diretta e, in caso di difformità con le norme interne, una prevalenza gerarchica persino sulla legislazione ordinaria.
In questo quadro va ricondotto anche il ruolo di Giovanni Canzio. Evocare la figura del già Primo Presidente della Suprema Corte di Cassazione italiana in termini di presunta ingerenza significa non conoscere le leggi della Repubblica. Canzio ricopre l’incarico di Dirigente del Tribunale, una funzione di stretto coordinamento logistico, organizzativo e amministrativo delle attività giudiziarie. Tale ruolo non interferisce minimamente — né potrebbe farlo — con l’autonomia e l’indipendenza decisionale dei singoli magistrati nell’esercizio delle loro funzioni giurisdizionali. La separazione dei poteri è un dogma intangibile dell’architettura sammarinese.
L’intera vicenda che ha coinvolto il gruppo Starcom e l’investitore Assen Christov non nasce da un disegno punitivo dello Stato, ma da un’ipotesi investigativa al vaglio degli inquirenti. Non si tratta di una confisca arbitraria – come l’investitore vorrebbe dare a intendere in maniera maldestra – bensì di un congelamento temporaneo in attesa che la magistratura completi le verifiche necessarie. Strumento, giova ribadire, presente in tutti i sistemi democratici avanzati. Il fatto che le parti interessate cerchino oggi di trasformare una contestazione di natura penale e finanziaria in un caso politico bilaterale, minacciando veti o ritorsioni sul trattato di associazione, si commenta da sé nella sua gravità.
Il Governo sammarinese non intende farsi trascinare in polemiche mediatiche alimentate da chi preferisce i palcoscenici giornalistici ai luoghi deputati per l’accertamento della verità. La politica non interferisce e non interferirà nelle inchieste in corso. Se le controparti decideranno di promuovere un arbitrato internazionale, che avrebbe i crismi della temerarietà della lite, San Marino agirà in via riconvenzionale nelle sedi opportune, chiedendo il conto dei gravissimi danni di immagine e reputazionali causati da questa sistematica campagna di denigrazione. Il percorso di integrazione europea e di rafforzamento istituzionale proseguirà senza sosta, ancorato ai valori della legalità e della trasparenza.
Congresso di Stato della Repubblica di San Marino





