Il movimento RETE torna sul dibattito che nei giorni scorsi ha interessato il Consiglio Grande e Generale sulla Relazione della Commissione Antimafia, contestando l’esito del confronto politico e la bocciatura dell’ordine del giorno presentato dal gruppo consiliare.
In una nota diffusa dal capogruppo Emanuele Santi, RETE sostiene che la discussione avrebbe dovuto rappresentare “un momento di piena consapevolezza istituzionale e di assunzione di responsabilità politica”.
Secondo il movimento, l’ordine del giorno presentato da RETE chiedeva “interventi puntuali su oltre venti criticità evidenziate dalla Relazione, con impegni chiari e tempistiche precise”, ma la proposta è stata respinta.
Al suo posto, evidenzia il comunicato, sarebbe stato approvato “un Ordine del Giorno della Maggioranza generico, privo di scadenze e di impegni concreti, come se non vi fosse alcuna urgenza di intervenire”.
Nel documento RETE richiama inoltre alcuni dei temi contenuti nella relazione della Commissione Antimafia, sostenendo che il territorio sammarinese non sarebbe immune da fenomeni problematici.
“Il nostro territorio non è immune da infiltrazioni malavitose, attività opache e fenomeni economici distorsivi”, si legge nella nota.
Tra gli ambiti indicati dal movimento figurano autoveicoli, beverage, criptovalute, logistica, compro oro, registro navale e registro aeronautico, comparti nei quali RETE sostiene che negli anni sarebbero emersi “segnali preoccupanti: collegamenti con soggetti problematici, triangolazioni sospette, truffe, evasione fiscale e possibili fenomeni di riciclaggio”.
Secondo RETE, molte delle criticità sarebbero già state segnalate nel tempo dagli organismi di controllo e dalle forze di polizia.
“Gran parte della politica e il Governo hanno continuato per anni a minimizzare il problema, evitando di affrontarlo con la necessaria determinazione”, sostiene il movimento.
Nel comunicato viene precisato anche che il tema non riguarda una critica ai singoli comparti economici.
“Non si tratta, sia chiaro, di criminalizzare interi comparti economici. Al contrario: è fondamentale tutelare gli operatori seri e gli imprenditori che lavorano quotidianamente nel rispetto delle regole”, scrive RETE.
Il movimento richiama inoltre il settore dell’automotive, sostenendo che la mancanza di interventi avrebbe già prodotto conseguenze.
“Lo abbiamo già visto nel settore auto, dove l’assenza di risposte efficaci da parte delle istituzioni sammarinesi ha portato a interventi esterni, come quelli adottati dall’Italia, che hanno finito per colpire anche operatori storici e corretti”, prosegue il documento.
Per RETE la Relazione della Commissione Antimafia avrebbe dovuto rappresentare “il punto di partenza di una nuova fase politica e istituzionale”, caratterizzata da “maggiore coordinamento tra gli organismi competenti, più trasparenza, più capacità di prevenzione e interventi legislativi mirati nei settori maggiormente esposti ai rischi di infiltrazione e riciclaggio”.
Nel comunicato viene infine richiamato anche il valore simbolico dell’anniversario della strage di Capaci.
“Nel giorno in cui ricorre l’anniversario della strage di Capaci e dell’uccisione di Giovanni Falcone, vale la pena ricordare una sua lezione ancora attuale: la mafia ‘non è affatto invincibile’, ma per combatterla è necessario riconoscerne la gravità e impegnare ‘tutte le forze migliori delle istituzioni’”, afferma RETE.
Il movimento conclude ribadendo la volontà di proseguire il proprio impegno politico sul tema.
“RETE continuerà a lavorare in questa direzione, anche davanti a una parte della politica che, troppo spesso, sembra più interessata a voltarsi dall’altra parte che ad affrontare realmente queste criticità”, conclude il comunicato.





