Ciacci: “Ecco la legge che cambia il paradigma della pianificazione territoriale di San Marino”

da | 19 Mag 2026

Intervento del Segretario di Stato per il Territorio, Matteo Ciacci, sul Progetto di legge “Disposizioni sulla Pianificazione Territoriale Strategica – Norme per lo sviluppo e la valorizzazione del Territorio – Interventi straordinari con finalità sociali”.

Segretario di Stato Matteo Ciacci: E’ un grande piacere trovarci di fronte alla discussione della seconda lettura della legge sulla pianificazione strategica territoriale. Cercherò di essere conciso ma allo stesso tempo diretto su alcuni punti che hanno contraddistinto la stesura della norma, la discussione in commissione e il lavoro che è stato fatto in maniera sinergica tra governo e maggioranza, all’interno di un’attività assolutamente proficua. Un lavoro di squadra che ha consentito, dopo anni, l’arrivo in quest’aula di una nuova norma che andrà a disciplinare, o almeno questa è la nostra ambizione, lo sviluppo e la valorizzazione del nostro territorio nei prossimi anni. Esprimo un rammarico per l’atteggiamento delle forze di opposizione rispetto al testo di legge, pur rispettandone la posizione, che però non condivido né nel merito né nel metodo, anche considerando che durante la discussione non sono stati presentati grandi emendamenti o modifiche sostanziali, se non emendamenti abrogativi o proposte di sostanziale immobilismo. Eppure tutti siete stati al governo e grandi risultati sulle politiche di pianificazione territoriale non ne sono stati portati avanti. Detto questo, avremo modo di confrontarci articolo per articolo e spero che la discussione possa essere più costruttiva rispetto a una narrazione che viene fatta costantemente da alcuni esponenti dell’opposizione e che ritengo spesso distorta e falsa. Quando si parla di territorio, però, le cose si vedono: sul territorio o fai le cose oppure non puoi raccontarle. Le puoi anche comunicare, ma se le racconti devono poi esserci gli effetti concreti, altrimenti i fatti non collimano con la narrazione. E quindi questa vostra narrazione io la ritengo particolarmente scadente. Soffermiamoci invece su un progetto di legge che contiene elementi assolutamente innovativi, innanzitutto rispetto al metodo. Abbiamo deciso di superare l’impostazione del Piano Regolatore Generale del 1992, che riteniamo assolutamente superata, attraverso una pianificazione tematica capace di orientare un cambiamento più dinamico, più flessibile e più agevole del nostro territorio. Naturalmente ricordando sempre che aspetti come quelli paesaggistici, monumentali, storici e del dissesto idrogeologico non possono essere assolutamente trascurati. Per questo il piano di tutela paesaggistica e ambientale assume un livello gerarchico principale, in modo tale che tutti i temi legati al paesaggio, alla tutela storica e al dissesto vengano messi in evidenza, mentre poi tutta la restante pianificazione tematica — verde, infrastrutture, aree produttive, aree agricole — potrà essere affrontata di volta in volta costruendo un mosaico più al passo con i tempi e coerente con le legislazioni che gravitano attorno a noi, non solo nei comuni limitrofi ma anche in altre realtà italiane. È un progetto fatto in casa, che rispecchia le esigenze della maggioranza e del governo, ma sviluppato attraverso un serio approfondimento, recuperando anche progetti e studi elaborati negli anni precedenti, perché non si butta via niente, ma si utilizza tutto ciò che può essere utile. Dentro questa legge c’è un po’ di Boeri, ci sono progetti legati allo sviluppo economico degli ultimi anni, c’è la legge sul paesaggio del 1995 che viene rafforzata e rilanciata. La seconda parte della norma invece cerca di dare risposta a esigenze sociali che riteniamo non più rinviabili. Parliamo dello studentato, del cohousing e delle comunità abitative. Perché parliamo di studentato? Perché continuiamo a credere che la nostra università e i nostri giovani debbano trovare una dimensione reale nel nostro Paese, costruirsi qui una vita, una famiglia e un futuro professionale. Si parla tanto della fuga dei cervelli, ma io credo che San Marino debba cambiare paradigma e lavorare affinché i nostri giovani vedano il territorio sammarinese come qualcosa di funzionale allo sviluppo della propria vita. Da qui nasce il tema dello studentato. Il cohousing invece risponde a un nuovo modo di abitare che crediamo debba essere esplorato anche a San Marino. E poi c’è il tema delle comunità abitative, perché esiste un’emergenza casa evidente, soprattutto per le giovani coppie ma non solo. Serve un nuovo modo di costruire e abitare, con spazi comuni e modalità differenti. Urbanisticamente tutto questo non andrà a toccare aree agricole o nuovi terreni agricoli, e ci tengo a sottolinearlo, ma agirà sulle aree servizi. Sarà l’Eccellentissima Camera ad adottare bandi per sviluppare queste esigenze sociali. Nel caso invece di aree servizi private saranno previsti paletti molto stringenti per evitare speculazioni. Se un privato riqualifica un’area servizi realizzando ad esempio un cohousing o uno studentato, una parte delle superfici utili dovrà essere utilizzata con una prevalenza definita dall’Eccellentissima Camera. È una modalità innovativa anche per superare quei convenzionamenti discrezionali che in passato venivano fatti direttamente con delibere del Congresso di Stato. Oggi invece le convenzioni arriveranno addirittura in Consiglio Grande e Generale, che le voterà. Le Commissioni Politiche Territoriali avranno prerogative ancora più specifiche e precise rispetto al passato. Credo quindi che sia stato introdotto un vero cambio di paradigma, con serietà e prospettiva. Ritengo inoltre che alcuni miglioramenti apportati anche grazie a emendamenti dell’opposizione abbiano contribuito a elevare il livello di attenzione su alcuni aspetti della norma, e questo va riconosciuto. È un percorso che nasce da lontano, oltre un anno di lavoro, e rappresenta una visione di Paese: risposte sociali immediate attraverso studentato, cohousing e comunità abitative e, nel lungo periodo, una pianificazione tematica che ci permetta di non dover aspettare continuamente varianti di PRG o piani particolarizzati enormi, spesso gestiti in maniera discrezionale. Credo che questo sia un passaggio politicamente molto importante della legislatura, perché se dopo due anni questa maggioranza produce una norma così rilevante significa che è una maggioranza in salute, capace di condividere obiettivi chiari, soprattutto sul territorio e sulle politiche ambientali. Spero davvero che vi sia la volontà di costruire insieme un percorso partecipato per esplorare questi nuovi orizzonti che la norma apre. E credo che questa narrazione che stiamo portando avanti non sia sterile o astratta, ma estremamente pratica e concreta, come piace a noi.

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