Emanuele Santi (Rete): “Questa Commissione d’inchiesta nasce già sotto il peso dei numeri della maggioranza”

da | 19 Mag 2026

Emanuele Santi (Rete): Credo che i colleghi dell’opposizione che mi hanno preceduto abbiano già spiegato bene la nostra amarezza per come si è concluso questo dibattito e soprattutto per come si concluderà questo progetto di legge. Voglio ribadire che si tratta di un progetto nato da un nostro ordine del giorno, presentato dall’opposizione al termine del dibattito del febbraio 2026, appena tre mesi fa, con cui chiedevamo l’istituzione di una commissione d’inchiesta. Quella era stata la partenza. E di fronte a quell’ordine del giorno, la maggioranza non ne presentò uno proprio e votò in ordine sparso: qualcuno sparì nei meandri del Palazzo, qualcuno non votò, qualcuno si astenne, qualcuno votò a favore. Insomma, all’interno della maggioranza c’era una confusione totale. È evidente che su questa vicenda esiste un forte imbarazzo nella maggioranza, un imbarazzo che permane ancora oggi, perché affrontare il tema della vendita della banca significa inevitabilmente confrontarsi con le chat emerse pubblicamente in questi mesi, dalle quali risultano interazioni, pressioni, personaggi che hanno spinto e altri che hanno interagito, a nostro avviso in maniera non appropriata rispetto ai ruoli che ricoprivano. Credo che anche qualche segretario di Stato dovrebbe chiedere conto ad altri segretari di Stato del perché in certe chat siano così presenti e attivi alcuni membri del Congresso di Stato. Oggi arriviamo alla conclusione di questo percorso e, di fatto, questa commissione partirà a settembre, nella peggiore delle ipotesi. Però noi non possiamo essere soddisfatti. Chiedevamo innanzitutto una commissione paritetica. Lo stesso consigliere Berti e la sua forza politica, alla conclusione del primo dibattito, proprio perché non avevano trovato una posizione unitaria, depositarono un progetto di legge che prevedeva una composizione cinque a cinque. E gliene ho dato atto per onestà intellettuale. Oggi però venite qui a difendere una composizione cinque a tre e qualcosa bisogna dirlo, perché da vent’anni le commissioni d’inchiesta vengono fatte in maniera paritetica. Le ultime tre o quattro sono state tutte paritetiche. Sono partite tra mille difficoltà ma poi, una volta dentro la commissione, maggioranza e opposizione si spogliano della casacca politica e cercano di collaborare. Io ci sono stato nell’ultima e posso dirlo. Il dibattito può essere anche duro, ma alla fine nelle ultime commissioni si è arrivati a relazioni unitarie e votazioni unanimi. Se invece il presupposto di questa commissione è partire già con cinque membri della maggioranza e tre dell’opposizione, con un presidente eletto dalla maggioranza, allora significa che qualcuno vuole già tenersi la possibilità di andare avanti a colpi di maggioranza. Perché chi ha partecipato a queste commissioni sa che, alla fine, maggioranza e opposizione vengono meno di fronte agli atti, ai documenti e alle deposizioni, che hanno un solo significato oggettivo. Se invece il criterio è avere qualcuno in più per poter eventualmente ‘aggiustare’ le cose a colpi di maggioranza, allora questo non va bene. Anche sulle incompatibilità siete andati indietro nel tempo: prima al 1999, poi al 2016. Ma questa vicenda nasce nell’ambito dell’ultima legislatura, nelle trattative del 2024. Potete dire quello che volete, mettere le incompatibilità dove vi pare, ma un lettore attento capisce benissimo che quelle date servono ad eliminare personaggi scomodi dell’opposizione, come il capogruppo di Repubblica Futura o quello di Domani Motus Liberi. Siamo in quattordici e già ce ne togliete due: il campo si restringe. Anche sulla partenza della commissione voglio essere chiaro. La data del gennaio 2027 non era soddisfacente nemmeno per voi. Il compromesso del primo settembre può sembrare una mediazione ragionevole vista dall’esterno, quasi che qualcuno nella maggioranza abbia cercato di anticipare rispetto a chi voleva rinviare tutto alle calende greche. Però questa data non ha più alcun senso dopo le dichiarazioni del segretario Canti, che è venuto qui a dire che le indagini finiranno entro maggio. Se le indagini terminano a maggio e voi fissate comunque settembre, allora vuol dire che qualcuno vuole ancora prendere tempo. Gli arresti sono stati fatti nell’ottobre 2025, il comunicato sul presunto colpo di Stato del presidente Canzio è del febbraio 2026. Quando lessi quel comunicato mi preoccupai seriamente e molte persone mi telefonarono chiedendo cosa stesse succedendo e quando si sarebbe fatta chiarezza. E oggi quelle stesse persone ci chiedono perché la politica voglia prendere in mano questo dossier un anno o un anno e mezzo dopo i fatti. Hanno ragione quando pensano che si stia cercando di dilazionare, aspettando che cambino le dinamiche o che il mirino venga spostato altrove. E un po’ lo abbiamo già visto: prima si indaga da una parte, poi si va da un’altra, poi si smette di approfondire certi aspetti senza capire bene perché. Io mi auguro che la commissione parta davvero entro il primo settembre e che si riesca a lavorare in maniera seria. Però, se i presupposti sono quelli di una maggioranza che si impone con la forza dei numeri e che può decidere chi audire e chi no, allora il patto tra gentiluomini rischia già di saltare in partenza. Spero comunque che si faccia un lavoro decente e che vengano accertate le responsabilità politiche, anche alla luce delle notizie che arrivano da Bruxelles. Perché quando dicevamo che portare avanti un’operazione di questo tipo con quel gruppo, nel momento in cui stavamo chiudendo l’accordo di associazione, era pericoloso, non lo dicevamo solo noi ma anche qualcuno della maggioranza. Prima si doveva mettere in salvo l’accordo e poi eventualmente fare certe trattative. Alla luce di quanto accaduto, chi ha voluto portare avanti questa operazione nonostante il rischio per l’accordo di associazione ha una responsabilità politica. E non venite a dire che abbiamo già fatto processi o emesso sentenze. Nessuno qui ha l’anello al naso. Le dinamiche che si sono sviluppate in quest’aula negli ultimi due anni le abbiamo vissute tutti. Per questo mi auguro davvero che si faccia chiarezza, perché ciò che sta succedendo in questi giorni non è accettabile. Ci siamo messi nella peggior condizione possibile e probabilmente qualcuno questa condizione l’ha voluta, forse proprio chi remava contro l’accordo di associazione fin dall’inizio. Io questa cosa non riesco ad accettarla e faccio appello anche ai membri della maggioranza affinché abbiano il coraggio di puntare il dito contro chi ha avuto la responsabilità politica di portare avanti questa trattativa in maniera nefasta. Per questo, pur avendo fortemente voluto questa commissione d’inchiesta, noi non siamo nelle condizioni di votare questo progetto di legge.

Condividi su:

Puoi leggere questo articolo gratuitamente grazie al contributo di

Articoli correlati

Panoramica privacy
Insider.sm

Questo sito utilizza i cookie per offrirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie vengono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni essenziali, come riconoscerti quando torni sul nostro sito e aiutare il nostro team a capire quali sezioni trovi più interessanti e utili.

Cookie strettamente necessari

I cookie strettamente necessari dovrebbero essere sempre attivati per poter salvare le tue preferenze per le impostazioni dei cookie.