“Michael”, il film su Jackson: il racconto dell’ascesa tra talento, fragilità e mito

da | 29 Apr 2026

Michael, il film diretto da Antoine Fuqua, prova a raccontare una delle figure più iconiche e complesse della musica contemporanea. Non è un’operazione semplice, e infatti la scelta è chiara fin dall’inizio: concentrarsi sull’ascesa artistica, lasciando il resto a un eventuale seguito.

La storia ripercorre gli anni della formazione e della consacrazione, dagli inizi con i Jackson 5 fino al successo globale che trasforma Michael Jackson in un fenomeno senza precedenti. Un percorso segnato da disciplina e pressione, in cui emerge anche il rapporto difficile con il padre Joe e un’infanzia vissuta lontano da una normalità quotidiana.

A interpretarlo è Jaafar Jackson, nipote del cantante, che riesce a restituire credibilità soprattutto nelle performance. Le sequenze musicali sono il punto di forza del film: curate, riconoscibili, pensate per riportare sullo schermo l’energia e l’impatto che Jackson ha avuto su intere generazioni.

Ma il film non si limita allo spettacolo. Accanto all’artista emerge anche la dimensione più personale: quella di una figura fuori dagli schemi, difficilmente assimilabile a una vita “normale”, ma allo stesso tempo caratterizzata da una forte sensibilità. Viene messo in evidenza il lato umano, fatto di fragilità ma anche di attenzione verso gli altri, con richiami al suo impegno caritatevole e alla volontà di usare la propria fama per qualcosa di più.

È proprio questo equilibrio – tra grandezza artistica e complessità personale – a rendere il racconto interessante. Il film non entra nel dettaglio di tutte le fasi della vita di Jackson, ma lascia intravedere quanto il personaggio sia più articolato di quanto si possa racchiudere in una sola narrazione.

Una scelta inevitabile: condensare in poco più di due ore la vita di un artista di questo calibro sarebbe riduttivo. Per questo Michael si presenta di fatto come un primo capitolo, focalizzato sull’ascesa, con l’idea di proseguire il racconto in un secondo film.

Ne esce una pellicola che funziona soprattutto come racconto ispirazionale: la storia di un talento straordinario che, nonostante le difficoltà e le contraddizioni, ha segnato la cultura pop e continua a influenzare artisti e pubblico.

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