Turismo, allarme personale a San Marino: “Non è più un problema temporaneo”

da | 27 Apr 2026

Mancano lavoratori, ma soprattutto mancano competenze.
E il rischio non è teorico: uno dei settori chiave dell’economia sammarinese potrebbe rallentare davvero.

A lanciare il tema in Consiglio è stata la consigliera indipendente Michela Pelliccioni, che ha messo un punto chiaro: la carenza di personale nel turismo non è più emergenza stagionale, ma un problema strutturale.

Il dato che pesa di più arriva dalla formazione: sempre meno iscritti nei percorsi legati alla ristorazione. Un segnale diretto, che anticipa quello che le imprese stanno già vivendo: difficoltà crescente nel trovare camerieri, cuochi, operatori qualificati.

La lettura è netta e senza alibi.
Non è una questione di “giovani che non vogliono lavorare”, ma di condizioni che non convincono:

  • stipendi poco competitivi
  • contratti percepiti come instabili
  • turni lunghi, weekend e festivi inclusi

Un mix che, soprattutto dopo il periodo post-pandemia, ha spinto molti giovani verso modelli lavorativi diversi: più stabili, più prevedibili, meno impattanti sulla qualità della vita.

C’è poi un altro nodo, più tecnico ma altrettanto critico: il disallineamento tra formazione e mercato.
Le imprese cercano competenze specifiche (anche su sostenibilità e digitale), ma il sistema formativo fatica a stare al passo.

E non manca una stoccata al sistema imprenditoriale: chi continua a vedere il personale solo come costo rischia di restare senza personale.

La soluzione, secondo Pelliccioni, non può essere frammentata. Serve un intervento coordinato che coinvolga:

  • scuole e Università di San Marino
  • Centro di Formazione Professionale
  • associazioni di categoria e sindacati

Tra le ipotesi: modelli di lavoro più flessibili, come part-time pensati per studenti, per facilitare l’ingresso graduale nel settore.

L’obiettivo è chiaro anche nell’ordine del giorno presentato: entro giugno 2026 avviare un piano strutturato a medio-lungo termine per ripensare l’organizzazione del lavoro nel turismo.

Il punto, però, è uno solo:
se non si interviene rapidamente, il problema non sarà trovare clienti. Sarà riuscire a servirli.

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