La maggioranza interviene sulla dismissione di un immobile dell’Istituto per la Sicurezza Sociale, respingendo le critiche delle opposizioni e rivendicando la correttezza e l’utilità dell’operazione.
Nel comunicato si legge che “le dichiarazioni diffuse dalle forze di opposizione […] si distinguono più per toni suggestivi che per aderenza ai fatti”, sottolineando come l’intervento abbia portato benefici concreti per le finanze pubbliche.
La maggioranza evidenzia infatti che “è stata portata a termine un’operazione che consente allo Stato di incamerare risorse concrete, liberandosi al contempo di un immobile fatiscente, privo di reale utilità pubblica”, sintetizzando il risultato con “meno costi, più entrate”.
Secondo quanto riportato, la scelta viene ricondotta a criteri di gestione amministrativa. Nel comunicato si afferma che “è quindi del tutto corretto affermare che il Governo abbia operato nell’interesse pubblico”, ribadendo che l’immobile non avrebbe avuto prospettive di utilizzo senza investimenti rilevanti.
Viene inoltre chiarito il percorso seguito per la dismissione. La maggioranza sottolinea che “l’operazione è stata condotta attraverso un regolare bando pubblico e sulla base di una stima effettuata dall’Ufficio del Catasto”, evidenziando l’assenza di criticità procedurali: “non vi è quindi alcuna opacità, ma un percorso amministrativo lineare e verificabile”.
Nel comunicato si respingono anche le ipotesi di coinvolgimenti impropri. “Quanto alle insinuazioni sul presunto coinvolgimento del Segretario Bevitori, si respingono con fermezza”, si legge, definendo tali ricostruzioni “prive di fondamento” e costruite “per alimentare sospetti”.
La maggioranza contesta inoltre le valutazioni sul prezzo di vendita. “Curioso […] che si parli di ‘prezzo irrisorio’ senza considerare lo stato reale dell’immobile e i costi necessari per un eventuale recupero”, si legge nel testo, che richiama anche l’impraticabilità di alcune ipotesi alternative di utilizzo.
Nel comunicato si precisa che si tratta di “un immobile problematico”, collocato “in via Fabrizio da Montebello […] in un contesto produttivo dove operano aziende di primaria importanza”, e che l’operazione ha consentito di individuare un soggetto disposto a investire nella valorizzazione.
In conclusione, la maggioranza definisce l’intervento “un’operazione lineare, trasparente e, soprattutto, utile”, criticando al contempo l’atteggiamento delle opposizioni: “il Paese ha bisogno di una politica più matura, capace di confrontarsi sui fatti e non sulle insinuazioni”.




