Caso pedofilo, bufera in Consiglio: accuse di insabbiamento e tensione sulla Commissione

da | 20 Apr 2026

Seduta pomeridiana del Consiglio Grande e Generale caratterizzata da un ampio confronto sui progetti di legge in prima lettura e conclusa con la discussione della proposta di istituire una commissione consigliare d’inchiesta sul caso del pedofilo sammarinese condannato.

In apertura, l’Aula ha ratificato a maggioranza gli accordi tra Cdfp e sindacati su assistenza ai detenuti e trasporto protetto. Il Segretario Andrea Belluzzi ha sottolineato la creazione di “un’équipe medico-sanitaria dedicata”. Nessuna opposizione nel merito, con interventi limitati e clima condiviso.

Quindi spazio al progetto di legge di aggiornamento fiscale nei settori bancario e assicurativo, con il Segretario Marco Gatti che ha parlato della necessità di “aggiornare la classificazione” e introdurre nuove imposte. Il testo è stato assegnato alla Commissione III senza dibattito.

Un maggior numero di interventi si sono registrati con la modifica della legge del 2007 sulle politiche giovanili. Il Segretario Rossano Fabbri ha evidenziato l’obiettivo di “rafforzare gli strumenti a sostegno delle nuove generazioni”. Dai banchi di maggioranza è stato espresso sostegno al provvedimento: Marco Mularoni (Pdcs) ha evidenziato che “questo cambiamento valorizza finalmente la parola dei giovani”, mentre Maria Donatella Merlini (Psd) ha parlato di “passaggio necessario per adeguare la normativa alle sfide attuali”. Dall’opposizione sono arrivati apprezzamenti ma anche richieste di maggiore incisività: Carlotta Andruccioli (D-ML) ha sottolineato che “serve un cambio di approccio a tutto tondo”, mentre Andrea Menicucci (Rf) ha richiamato il tema degli spazi di aggregazione: “C’è una carenza strutturale che dobbiamo colmare”. Michela Pelliccioni (indipendente) ha rimarcato l’esigenza di “risposte concrete che devono venire dalla politica”. 

Sul progetto di legge sugli incentivi allo sport, il Segretario Fabbri ha illustrato un sistema di agevolazioni fiscali per attrarre investimenti privati, parlando di “collaborazione virtuosa tra pubblico e privato”. Ampio il consenso in Aula. Dalla maggioranza, Paolo Crescentini (Psd) ha definito il provvedimento “un passo importante per unire pubblico e privato”, mentre Massimo Andrea Ugolini (Pdcs) ha sottolineato “l’utilità del credito d’imposta per migliorare gli impianti”. Dalibor Riccardi (Libera) ha evidenziato che “lo sport è un volano fondamentale per la società”, e Maria Luisa Berti (Ar) ha parlato di “oculatezza nella gestione delle risorse pubbliche e valorizzazione dello sport”. Anche Guerrino Zanotti (Libera) ha richiamato l’attenzione sulle discipline meno sostenute: “Può dare un sostegno concreto anche agli sport cosiddetti minori”.

Dai banchi di opposizione, pur nel complessivo apprezzamento, sono emerse alcune criticità. Matteo Casali (Rf) ha invitato a vigilare affinché il meccanismo non diventi “semplice ma semplicistico” e ha messo in guardia dal rischio di “opacità nelle sponsorizzazioni”. Fabio Righi (D-ML) ha parlato di strumenti “che aprono opportunità ma richiedono controlli”, mentre Gian Nicola Berti (Ar), favorevole al pdl, ha ricordato che “da vent’anni non investiamo seriamente nello sport”. Andrea Ugolini (Pdcs) ha infine auspicato attenzione agli eventi: “Spero ci sia un occhio di riguardo per le realtà che faticano a trovare sponsor”. 

Confronto particolarmente acceso sulla proposta di modifica della Commissione di controllo della finanza pubblica. Il Segretario Marco Gatti ha spiegato l’intervento come necessario per “rafforzare imparzialità, trasparenza e indipendenza” dell’organismo. Dalla maggioranza, Manuel Ciavatta (Pdcs) ha parlato di “elemento estremamente qualificante”, mentre Gian Nicola Berti (Ar) ha evidenziato la necessità di garantire standard elevati, richiamando il ruolo tecnico dell’organismo. Il Segretario Rossano Fabbri ha sollevato il tema della riservatezza: “È spiacevole – ha detto – trovarsi a che fare con membri che poi vanno a discutere degli argomenti trattati in Commissione su Facebook o su altri organi non consoni”.

Dura la reazione dell’opposizione. Enrico Carattoni (Rf) ha definito il testo “un progetto di legge contra personam”, osservando che “si escludono professionalità con esperienza concreta”. Matteo Casali (Rf) ha parlato di “interventi chirurgici che fanno sorgere dubbi”, aggiungendo: “Quando si cambia una norma così, ci si chiede per chi lo si stia facendo”. Ancora più esplicito Giovanni Maria Zonzini (Rete): “Questa legge è fatta per eliminare Andrea Zafferani dalla Commissione”, denunciando “un metodo fondato sull’arbitrio”. Sulla stessa linea Gaetano Troina (D-ML), che ha parlato di “intervento fatto a metà legislatura che solleva interrogativi”, chiedendo chiarimenti sui nuovi requisiti.

Il Governo ha respinto le accuse. Nelle repliche il Segretario Gatti ha ribadito che la riforma nasce da esigenze tecniche e dal confronto con la stessa Commissione: “Le competenze economiche e giuridiche devono viaggiare insieme”, sottolineando anche il ripristino delle incompatibilità come garanzia di indipendenza. 

Lo scontro politico tra maggioranza e opposizione si è acceso ancora di più sulla proposta, presentata dalle forze di minoranza, di commissione consigliare d’inchiesta relativa al caso del pedofilo sammarinese condannato e arrestato in Italia. 

Le forze di opposizione hanno insistito sulla necessità di uno strumento parlamentare pieno. Gaetano Troina (D-ML) ha denunciato che “è stata già prodotta una relazione finale senza che il membro nominato dalle opposizioni fosse messo nelle condizioni di partecipare”, parlando di un lavoro “inevitabilmente incompleto”. Sulla stessa linea Enrico Carattoni (Rf), secondo cui la commissione tecnico-amministrativa è “un’invenzione che non esiste nel nostro ordinamento” e rappresenta “un pastrocchio” che impedisce di “accertare responsabilità”. 

Critiche ribadite anche da Andrea Menicucci (Rf), che ha puntato sulla tempistica: “Dal 18 giugno al 23 agosto nessuno ha adottato il principio di precauzione”, mentre Sara Conti (Rf) ha evidenziato il nodo politico: “La Segreteria sapeva da giugno e non è stato fatto nulla”. Dura anche la posizione di Matteo Casali (Rf): “Per due mesi il Congresso sapeva e non ha fatto nulla”, parlando di “pagina buia che il Governo vuole insabbiare”. Toni ancora più duri da parte di Gian Matteo Zeppa (Rete), che ha accusato il Segretario di “aver detto falsità” e denunciato una gestione “superficiale inaudita”, mentre Emanuele Santi (Rete) ha sollevato dubbi politici: “O siete stati superficiali o ci sono state coperture”. Anche Miriam Farinelli (Rf) ha parlato di “volontà di nascondere i fatti”, mentre Maria Katia Savoretti (Rf) ha accusato il Governo di aver “preso tempo e cercato scuse”.

Da Domani Motus Liberi Fabio Righi ha posto una questione istituzionale più ampia: “Il Congresso è andato oltre il mandato del Consiglio”, definendo la vicenda “una piega pericolosissima per il Paese”. Carlotta Andruccioli ha parlato di “strumento zoppo” e di una gestione “superficiale”, mentre Mirko Dolcini ha richiamato il piano etico: “Non possiamo risolvere una questione morale dicendo di aver rispettato i cavilli”.

Dalla maggioranza, il Segretario alla Giustizia Stefano Canti ha respinto le accuse sulla commissione amministrativa: “Ho agito con trasparenza, rispettando il mandato del Parlamento”, aggiungendo che “non potevo certo aspettare i tempi comodi dell’opposizione” e ribadendo che “era un obbligo per me dare attuazione a quel mandato del Parlamento”. Ha inoltre sottolineato che “i due membri hanno iniziato a lavorare, hanno richiesto la documentazione e il 16 marzo hanno completato l’iter”, evidenziando come “la relazione conferma che ho operato nel pieno rispetto della legge”.

Manuel Ciavatta (Pdcs) ha difeso la scelta politica: “La commissione tecnico-amministrativa non è un’invenzione”, evidenziando che “il sistema si basa sulla fiducia nelle autodichiarazioni” e che l’obiettivo era “verificare i vulnus normativi”. Sulla stessa linea Massimo Andrea Ugolini (Pdcs): “Abbiamo preferito una commissione tecnica per proporre interventi concreti”. Più articolata la posizione di Luca Lazzari (Psd), che ha riconosciuto criticità: “C’è stato un momento in cui lo Stato sapeva e serviva più rapidità”, ma ha difeso lo strumento tecnico perché “meno invasivo su una materia così delicata”. 

Da Libera, Michele Muratori ha respinto l’accusa di voler nascondere i fatti: “Non c’è nessuna volontà di insabbiare”, parlando di “due modi diversi di interpretare il percorso”. Iro Belluzzi ha invitato a evitare strumentalizzazioni: “Si cerca di far scorrere il sangue tra politici”, sottolineando che la commissione tecnica serve a “capire le anomalie del sistema”. Anche Gian Nicola Berti (Ar) ha ridimensionato lo scontro: “Non siamo un Tribunale”, mettendo in dubbio l’utilità di una commissione d’inchiesta e invitando a “trovare soluzioni preventive”.

Il dibattito si è interrotto sulle repliche e riprenderà domani pomeriggio alle 13:00.

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