La Repubblica di San Marino prosegue nel percorso di digitalizzazione della pubblica amministrazione, con l’obiettivo di semplificare le procedure e ridurre i costi per cittadini e imprese. Un processo che, secondo l’Unione Sammarinese dei Lavoratori (USL), presenta però alcune criticità legate all’accesso ai servizi da parte di una fascia di popolazione che fatica a utilizzare gli strumenti digitali.
“San Marino sta da tempo scommettendo sulla digitalizzazione e oggi è possibile avviare tantissime pratiche in formato elettronico – si legge nel comunicato – Il che dà la possibilità di risparmiare, oltre al tempo, anche dei soldini, perché per la gran parte delle istanze, optare per il formato elettronico significa risparmiare la metà sui diritti di pratica normalmente richiesti per il formato analogico”.
Accanto ai vantaggi economici e organizzativi, il sindacato evidenzia tuttavia come non tutti riescano ad accedere con facilità ai nuovi strumenti. “Il progetto di digitalizzazione non può tuttavia non tener conto del fatto che ci sono tantissime persone che non riescono ad avviare un procedimento in formato elettronico – si legge nel comunicato –”.
Per rispondere a questa esigenza è stata introdotta la figura del facilitatore digitale, un servizio su prenotazione pensato per accompagnare i cittadini nell’utilizzo delle piattaforme online. “Per questo motivo è stata introdotta la figura del Facilitatore Digitale che su prenotazione insegna all’utente l’iter da seguire – prosegue la nota – Per fruire di tale servizio occorre contattare il numero 0549/882837 e prenotare il proprio appuntamento con i volontari civici”.
In alternativa, resta la possibilità di delegare completamente la procedura. “Se invece, anziché apprendere l’iter e poi presentare l’istanza per proprio conto, si desidera che altri lo facciano per noi, ci si può rivolgere alle Poste che con un euro avviano il procedimento in formato elettronico – si legge nel comunicato –”.
Secondo l’USL, però, il servizio di facilitazione digitale non sta registrando un utilizzo significativo. “Ad oggi il servizio di facilitazione digitale non ha praticamente utenti e la ragione, a giudicare dalle richieste che invece riceviamo come Sindacato, non sembrerebbe legata al fatto che non se ne senta la necessità, ma forse perché non è stato troppo pubblicizzato – si legge nel comunicato –”.
Il sindacato sottolinea quindi il ruolo degli uffici pubblici nel diffondere l’informazione. “Questo è un servizio che riteniamo importante, certo è che gli Uffici devono essere messi nelle condizioni di poter dare le informazioni agli utenti che si rivolgono a loro per delle pratiche dove riscontrano difficoltà, e che quindi gli venga detto che possono comunicare l’esistenza del facilitatore o i percorsi da avviare – prosegue la nota –”.
Una carenza comunicativa che, secondo l’USL, rischia di lasciare indietro parte della popolazione. “È chiaro che, con poca divulgazione, non ampia e capillare, la comunicazione non arriva davvero ai destinatari e molti utenti restano privi di informazioni che potrebbero rivelarsi estremamente utili – si legge nel comunicato –”.
Nel documento viene inoltre richiamato il valore del personale della pubblica amministrazione. “La Pubblica Amministrazione può contare su professionalità di grande valore che, ogni giorno, con dedizione e competenza, garantiscono servizi essenziali alla cittadinanza – si legge – Il patrimonio umano della PA rappresenta una risorsa strategica per la Repubblica e deve continuare a rimanere centrale, perché per molte persone costituisce un punto di riferimento concreto e autorevole”.
Infine, l’USL evidenzia l’importanza di indirizzare correttamente i cittadini anche per le pratiche digitali. “Proprio per questo, sarebbe importante che tali professionalità, quando vengono interpellate anche su procedure telematiche non strettamente di loro competenza, ricevessero l’indicazione di indirizzare correttamente i cittadini, in questo caso verso il facilitatore digitale – si legge nel comunicato –”.
In chiusura, il sindacato ribadisce la richiesta di una maggiore diffusione del servizio. “Auspichiamo dunque che al servizio di facilitazione digitale venga data la visibilità che merita per fare in modo che finalmente i suoi potenziali fruitori possano beneficiarne evitando che una parte della popolazione resti indietro – conclude la nota –”.




