Mezzo milione di euro sparito dai conti dei risparmiatori: ex direttore di banca di San Marino rischia il processo

da | 18 Apr 2026

Una storia che ha lasciato diverse famiglie senza parole e, soprattutto, senza risparmi. Un ex direttore di filiale della Banca di San Marino, 58 anni, è finito al centro di un’inchiesta e ora dovrà presentarsi davanti al giudice dopo l’emissione di un decreto di citazione diretta a giudizio per truffa e appropriazione indebita aggravate.

Tutto parte da una scoperta quasi casuale. Una cliente si presenta in banca per un prelievo e si accorge che il conto è vuoto. Non solo: andando a controllare meglio, emergono situazioni ancora più gravi anche per altri familiari. Da lì scattano verifiche e denunce.

Il quadro che viene fuori è pesante. Nove correntisti coinvolti, conti completamente prosciugati e, in alcuni casi, addirittura in rosso. Alcuni si sono ritrovati con debiti da decine di migliaia di euro senza aver mai firmato nulla.

Secondo quanto ricostruito dall’accusa, l’ex direttore avrebbe fatto leva su un elemento chiave: la fiducia totale dei clienti, costruita nel tempo. Persone che lo conoscevano da anni, che si erano affidate a lui per gestire i risparmi di una vita, convinte di investimenti tranquilli e senza rischi.

In realtà, sempre secondo gli inquirenti, l’uomo avrebbe effettuato operazioni finanziarie rischiose e speculative, anche all’estero, senza informare i clienti. In altri casi avrebbe agito direttamente sui conti, utilizzando anche documenti con firme contraffatte per spostare il denaro.

Il totale delle somme contestate supera i 530mila euro, anche se per una parte potrebbe scattare la prescrizione.

L’uomo è difeso dagli avvocati Francesco Pisciotti e Massimiliano Giacumbo, mentre alcune delle persone offese sono assistite dall’avvocato Piero Venturi. Il prossimo passaggio sarà il 7 ottobre, quando si terrà l’udienza predibattimentale davanti al tribunale di Rimini.

Una vicenda che riaccende i riflettori su un tema delicato: quello della fiducia nei confronti di chi gestisce i soldi degli altri, soprattutto quando si tratta dei risparmi di una vita. Come sempre, per l’imputato vale il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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