Il percorso dell’Accordo di associazione tra Unione Europea, Andorra e San Marino potrebbe proseguire verso la fase conclusiva, pur attraversando una serie di passaggi tecnici che, in questa fase, sembrerebbero fisiologici per un’intesa così complessa.
Secondo ricostruzioni che circolerebbero negli ambienti europei, alla riunione del Gruppo EFTA del 31 marzo la Presidenza cipriota avrebbe avviato una procedura di silenzio con l’obiettivo di consolidare il testo dell’accordo. Questa procedura, con scadenza inizialmente fissata al 10 aprile, sarebbe stata poi interrotta, un passaggio che potrebbe essere interpretato come la necessità di ulteriori verifiche tecniche da parte degli Stati membri prima di arrivare alla chiusura definitiva.
Anche nella riunione del 14 aprile emergerebbe un quadro di approfondimento ancora in corso. Alcuni Paesi, come la Germania, avrebbero indicato la necessità di mantenere temporaneamente una riserva di studio, probabilmente legata proprio alla natura “mista” dell’accordo, che comporterebbe procedure interne più articolate. In modo più sfumato, anche altri Stati starebbero ancora completando valutazioni interne, legate non solo ad aspetti tecnici ma anche a considerazioni di natura politica.
In questo contesto, si inserirebbe anche una posizione più prudente da parte di alcuni Paesi dell’Est Europa, come la Bulgaria, che potrebbe non aver ancora definito del tutto i propri tempi interni, senza che questo rappresenti necessariamente un ostacolo strutturale al percorso complessivo.
Nel complesso, il clima che si delineerebbe sarebbe quello di un lavoro ancora in corso ma orientato alla definizione dell’intesa. Le cautele emerse sembrerebbero più legate alla complessità del dossier che a reali blocchi politici.
La Presidenza cipriota continuerebbe comunque a lavorare su un calendario preciso. L’obiettivo resterebbe quello di arrivare a una definizione tecnica dell’accordo entro il 28 aprile in sede EFTA, per poi procedere con il passaggio al COREPER il 6 maggio e giungere infine all’adozione o alla firma al Consiglio Affari Esteri dell’11 maggio.
Si tratterebbe, in questo scenario, di una tabella di marcia che potrebbe confermare come l’accordo sia ormai entrato nella sua fase finale a livello europeo. Le discussioni in corso, più che rimettere in discussione l’impianto generale, sembrerebbero mirate a perfezionare i dettagli e garantire un allineamento progressivo tra tutti gli Stati membri.
La prossima riunione del 21 aprile potrebbe quindi rappresentare un passaggio importante per verificare i progressi compiuti e avvicinarsi ulteriormente alla chiusura del dossier. Per San Marino si aprirebbe così una fase decisiva, con un accordo che, pur richiedendo ancora alcuni passaggi tecnici, sembrerebbe avviato verso una definizione condivisa all’interno dell’Unione Europea.




