Si è svolta l’11 aprile, al Santuario del Cuore Immacolato di Maria di Valdragone, una tavola rotonda dedicata al tema “La dignità di ogni vita”, con una partecipazione significativa. L’iniziativa ha messo al centro il dibattito sulle proposte di legge sul fine vita attualmente in discussione nella Repubblica di San Marino.
Promosso dal Vicariato, dai Frati Minori e dalle realtà laicali del territorio, l’incontro è stato coordinato da Matteo Tamagnini e ha visto gli interventi di don Gabriele Mangiarotti, Maria Prassede Venturini e Gabriele Raschi, esperti chiamati ad analizzare i profili etici, sociali e sanitari delle norme in esame.
In apertura, il vicario don Marco Mazzanti ha sottolineato come il tema del fine vita sia strettamente legato alla difesa della dignità umana, richiamando anche l’appello alla pace lanciato dal Papa. Un invito, il suo, a una presenza consapevole dei cristiani su questioni che toccano i valori fondamentali.
Nel corso del dibattito è emersa con forza la posizione del mondo cattolico: la vita viene considerata “indisponibile dall’inizio alla fine”, e ogni normativa in materia deve evitare derive che possano aprire a pratiche come eutanasia o suicidio assistito. È stato inoltre ricordato come l’esperienza sanitaria sammarinese sia già orientata a garantire accompagnamento e cura, senza accanimento terapeutico.
Particolare attenzione è stata posta su alcuni aspetti ritenuti critici, come la classificazione di alimentazione e idratazione artificiali come trattamenti sanitari e l’assenza di un chiaro riconoscimento dell’obiezione di coscienza per il personale medico. Questioni che, secondo i relatori, pongono interrogativi etici rilevanti, soprattutto nei casi che riguardano pazienti incapaci di esprimersi.
È stato anche evidenziato il ruolo fondamentale delle cure palliative e della sedazione, già praticate da tempo, come strumenti per alleviare la sofferenza e accompagnare i malati nella fase finale della vita. In questo quadro si inserisce anche l’apertura imminente di un hospice sul territorio.
In chiusura, il confronto con il pubblico ha rafforzato un messaggio condiviso: la necessità di stare accanto alle persone più fragili, evitando scorciatoie che possano portare ad abbreviare la vita, e ribadendo il valore della presenza e della cura come risposta alla sofferenza.




