San Marino, attacco di RETE sulla pianificazione territoriale

da | 12 Apr 2026

È un attacco diretto quello lanciato da Emanuele Santi, capogruppo di RETE, sul tema della pianificazione territoriale e sulle scelte della maggioranza in materia urbanistica.

Nel mirino finisce in particolare l’assenza di un nuovo Piano Regolatore Generale. “In campagna elettorale Libera prometteva un nuovo PRG, oggi che ha la delega per poterlo fare non lo fa. Al suo posto arriva una Pianificazione Strategica Territoriale, firmata Matteo Ciacci, che lascia vaste praterie a discrezionalità, interpretazioni e speculazioni”, afferma Santi.

La critica si estende al quadro politico complessivo. “È il solito ritornello: un compromesso al ribasso per compiacere gli interessi democristiani”, prosegue, sottolineando come il settore del territorio rappresenti, a suo avviso, uno degli ambiti più problematici. “Ancora più grave è il fatto che il Territorio sia uno degli ambiti in cui la politica ha dato il peggio di sé: interessi particolari, clientelismi e prebende per pochi caricate sul conto della collettività”.

Secondo il capogruppo di RETE, dal fronte progressista ci si sarebbe aspettato un cambio di impostazione. “Da un partito di sinistra ci si aspetterebbe una vera discontinuità contro queste pratiche”, osserva, evidenziando poi quanto emerso in Commissione. “In Commissione è emerso con chiarezza che il testo non riduce affatto il potere discrezionale della politica, anzi. Addirittura rende possibile costruire su aree a dissesto idrogeologico, in barba alle battaglie portate avanti da Libera nella scorsa legislatura”.

Un passaggio riguarda anche la cosiddetta “funzione H”. “Ciliegina sulla torta è la ‘funzione H’, pensata meritoriamente per studentati, co-housing e comunità abitative che – in mancanza di vincoli seri – spalanca un portone a operazioni speculative”, afferma Santi, aggiungendo che il rischio sarebbe stato riconosciuto anche nel corso del confronto politico. “Un rischio talmente concreto che, dopo un imbarazzante tentativo di diniego, lo stesso Segretario Ciacci ha innestato la retromarcia, accettando i correttivi dell’opposizione”.

Nel comunicato non manca un passaggio polemico sul metodo. “Ma SuperCiacci, tra una televendita e un’apericena, riesce a dare almeno una sbirciata ai provvedimenti che presenta? Evidentemente no, e la sua maggioranza non lo aiuta”.

Sul piano delle proposte, RETE rivendica di aver chiesto modifiche più stringenti. “Avevamo chiesto regole molto più stringenti: vincoli di inalienabilità più robusti e il mantenimento della destinazione d’uso per 50 anni, invece che per i ridicoli 10 inizialmente previsti”, si legge. Il risultato finale viene giudicato comunque insufficiente. “Alla fine il compromesso ha alzato la quota a 20 anni, confermando come i nostri dubbi fossero pienamente fondati”.

La posizione del movimento viene ribadita in chiusura. “Per RETE il territorio non può essere lasciato alla discrezionalità politica, né diventare merce di scambio per i soliti favoritismi. Le pratiche affaristiche-speculative lasciamole ad altri, non è ‘roba di sinistra’!”. E infine l’affondo politico: “E il cambio di passo? E l’alternativa dopo decenni di malversazioni pubbliche per interessi privati? È proprio vero, chi va con lo zoppo…”.

Condividi su:

Puoi leggere questo articolo gratuitamente grazie al contributo di

Articoli correlati

Panoramica privacy
Insider.sm

Questo sito utilizza i cookie per offrirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie vengono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni essenziali, come riconoscerti quando torni sul nostro sito e aiutare il nostro team a capire quali sezioni trovi più interessanti e utili.

Cookie strettamente necessari

I cookie strettamente necessari dovrebbero essere sempre attivati per poter salvare le tue preferenze per le impostazioni dei cookie.