Piscina, oggi, non significa più soltanto spazio per il tempo libero. In molti casi è diventata una componente progettuale che incide sul valore di un’abitazione, sull’identità di una struttura ricettiva e persino sui consumi di gestione. In questo contesto si muove Titan Pool, azienda con sede a San Marino che ha scelto di lavorare fuori dalle logiche del prodotto standardizzato. Ne abbiamo parlato con il titolare Salvatore Modica, per capire come sta cambiando il mercato e quali sono oggi le richieste di chi investe in questo settore.
Salvatore Modica, qual è oggi l’identità di Titan Pool?
La verità è che la maggior parte delle aziende costruisce piscine tutte uguali. Noi no. Titan Pool non vende semplicemente piscine: vende progetti su misura. Ogni cliente ha una visione diversa, un’esigenza specifica, un’idea personale di spazio e di benessere, e il nostro lavoro è trasformare tutto questo in qualcosa di concreto, senza compromessi.
Seguiamo il cliente in ogni fase, dall’idea iniziale fino alla realizzazione e alla gestione dei tempi. Chi si rivolge a noi, in genere, non cerca il prezzo più basso: cerca qualcosa che altri non riescono a fare.
Cosa vi distingue, quindi, rispetto a chi lavora in modo più standardizzato?
La differenza sta proprio nell’approccio. Noi non lavoriamo a catalogo e non partiamo da una soluzione preconfezionata da adattare in qualche modo al cliente. Facciamo il contrario: partiamo dal cliente e costruiamo intorno a lui il progetto migliore.
Questo significa ascoltare davvero chi abbiamo davanti, capire il contesto, l’utilizzo che verrà fatto della piscina, il tipo di immobile, gli obiettivi estetici e funzionali. È questo che oggi fa davvero la differenza.
Avete scelto di lavorare con sistemi costruttivi diversi, come cassero termico, acciaio e cemento armato. Perché?
Perché non esiste una soluzione giusta per tutti. Ogni tecnologia ha un senso preciso, ma solo se viene usata nel contesto corretto.
Se un cliente ha bisogno di massimizzare l’efficienza energetica, allora il cassero termico è una scelta molto valida. Se invece il progetto richiede rapidità esecutiva e precisione, possiamo orientarci verso l’acciaio. Se invece l’obiettivo è realizzare qualcosa di estremamente solido, durevole, unico, pensato per durare decenni, allora il cemento armato resta una soluzione eccellente.
Il punto è semplice: noi non imponiamo un sistema. Scegliamo quello migliore per il cliente finale.
Che tipo di mercato state intercettando oggi?
Il nostro riferimento è chiaramente un mercato medio-alto. Lavoriamo con privati che vogliono realizzare qualcosa di importante, spesso all’interno di ville o contesti residenziali di livello, ma stiamo lavorando sempre di più anche con hotel e strutture ricettive.
Parlo di hotel, B&B, agriturismi, strutture che oggi devono offrire qualcosa in più. Il cliente non compra più soltanto una camera: compra un’esperienza. E in questo scenario la piscina, la spa, l’area wellness diventano elementi decisivi.
Oggi molto spesso una struttura viene scelta proprio perché offre quel tipo di comfort e di valore aggiunto. Se manca un’area benessere, in tanti casi il cliente guarda altrove.
Quindi il settore hospitality rappresenta una leva importante per il vostro sviluppo?
Assolutamente sì. È un mercato che sta cambiando molto rapidamente e chi lo ha capito si sta già muovendo. Oggi una piscina non è più solo un elemento estetico: è uno strumento di posizionamento commerciale.
Per una struttura ricettiva significa aumentare attrattività, percezione di qualità e competitività. In certi casi può incidere direttamente sulla capacità di prenotazione e sul valore percepito del soggiorno. Per questo sempre più operatori ci contattano con l’idea di realizzare qualcosa che non sia solo bello, ma anche distintivo e funzionale.
Quanto pesano oggi efficienza energetica e sostenibilità nelle scelte dei clienti?
Pesano molto, e sempre di più. Anche se bisogna dirlo chiaramente: all’inizio il cliente guarda il costo, ma poi inevitabilmente guarda la bolletta. Ed è lì che si capisce la differenza tra un lavoro fatto bene e uno fatto male.
Chi investe oggi in isolamento, impianti efficienti, gestione intelligente e tecnologie che riducono sprechi, domani si ritrova con un impianto che vale di più e costa meno da gestire. È un approccio che premia nel tempo.
Noi lavoriamo molto proprio su questo: meno sprechi, più controllo, più efficienza e più valore nel lungo periodo.
Oggi il cliente è più consapevole rispetto al passato?
Sì, decisamente. È più informato, più esigente e soprattutto più attento al rapporto tra investimento iniziale e risultato nel tempo. Non guarda solo l’impatto estetico, ma anche la funzionalità, la gestione, i consumi, la manutenzione e la durata.
Questo per noi è un vantaggio, perché ci permette di lavorare con clienti che capiscono il valore delle scelte tecniche e che cercano un partner serio, non semplicemente un fornitore.
Quali sono gli obiettivi di crescita di Titan Pool nei prossimi anni?
Crescere sì, ma crescere bene. Questo è il punto. Non ci interessa fare numeri a caso o aumentare il volume sacrificando la qualità. Vogliamo consolidarci sempre di più come punto di riferimento nel segmento medio-alto.
Partiamo da qui, dal nostro territorio, ma ci stiamo allargando con continuità in Emilia-Romagna e, in realtà, lavoriamo già anche in altre zone d’Italia grazie a collaborazioni e presidi operativi che ci permettono di seguire progetti anche fuori area.
Ma l’obiettivo vero non è solo geografico. È costruire rapporti che durano. Non ci interessa il cliente “una volta e basta”. Ci interessa creare fiducia, continuità e una reputazione solida nel tempo.
Quanto contano, nel vostro lavoro, anche l’aspetto umano e il rapporto diretto con il cliente?
Contano tantissimo. Al di là della parte tecnica e progettuale, io porto nel lavoro valori molto forti come la determinazione, la cura del dettaglio e soprattutto il rapporto diretto con il cliente.
Per me questo aspetto è fondamentale, perché un progetto di questo tipo non si costruisce solo con materiali e impianti, ma anche con fiducia. Noi cerchiamo sempre di instaurare un rapporto vero, trasparente, umano. Forse c’entra anche la mia origine siciliana: abbiamo un modo molto diretto e autentico di vivere il lavoro e il rapporto con le persone.
Spesso con i clienti si crea un legame che va oltre il semplice rapporto professionale, ed è una delle cose a cui tengo di più. Perché quando un cliente sente che dall’altra parte c’è qualcuno che ci mette attenzione, presenza e responsabilità, questo si vede anche nel risultato finale.




