San Marino si prepara alla stagione estiva con un nuovo progetto dedicato alle rievocazioni storiche, destinato a prendere il posto delle tradizionali Giornate Medievali. La scelta, emersa nel corso della trasmissione Viceversa di San Marino RTV, si inserisce in una più ampia revisione della programmazione degli eventi turistici del Titano.
L’orientamento illustrato dal Segretario di Stato al Turismo Federico Pedini Amati è quello di costruire un appuntamento rinnovato, capace di mantenere il richiamo storico e spettacolare dell’iniziativa, ma con una formula diversa rispetto al passato. Il nuovo evento dovrebbe coinvolgere sia figure già protagoniste delle precedenti edizioni, sia collaborazioni provenienti dall’Italia, con l’obiettivo di ampliare il respiro della manifestazione e, allo stesso tempo, contenere i costi.
Il nodo centrale, infatti, resta quello delle risorse. Sempre nel confronto andato in onda su San Marino RTV, è stato confermato che i fondi destinati al turismo sono stati ridotti, rendendo necessaria una selezione più rigorosa tra le iniziative da sostenere. In quest’ottica, la decisione è stata quella di superare un evento ritenuto troppo oneroso rispetto alla sua durata, per lasciare spazio a una proposta più sostenibile e ripensata.
Attorno al tema si è acceso anche il confronto politico. Fabio Righi di Domani Motus Liberi, intervenuto nella stessa puntata di Viceversa su San Marino RTV, ha collegato il taglio delle risorse a una carenza di programmazione da parte della maggioranza, sottolineando come proprio il turismo rappresenti uno dei settori strategici per l’economia sammarinese insieme alla manifattura e all’industria.
Il dibattito si è così allargato oltre il solo calendario estivo, toccando anche altre questioni cruciali per il Paese: dai progetti di sviluppo turistico alle preoccupazioni per il comparto dei trasporti, fino ai riflessi economici legati all’energia e alla mobilità.
Per San Marino, quindi, l’estate 2026 si annuncia come una stagione di transizione, in cui il tentativo sarà quello di non rinunciare all’identità degli eventi storici, ma di ripensarli in modo più coerente con il quadro economico attuale.




