Repubblica Futura interviene pubblicamente sulla situazione dell’Istituto per la Sicurezza Sociale, sollevando criticità legate all’organizzazione e alla gestione del sistema sanitario sammarinese. Il partito lo fa con un comunicato dai toni critici, diffuso in occasione della Giornata mondiale della sanità 2026.
Nel testo si legge: “Repubblica Futura solleva pubblicamente il tema poiché ascoltando le parole della governance dell’ISS nella giornata mondiale della sanità 2026, è netta la distanza fra lo stato delle cose e la comunicazione ISS”.
Il riferimento è anche alle dichiarazioni istituzionali sull’approccio alle cure: “L’umanizzazione delle cure per noi si traduce in tempo di cura, nella relazione tra operatori sanitari e cittadini, nella capacità di ascoltare e orientare”. Un’impostazione che il movimento definisce condivisibile sul piano teorico, ma che, secondo quanto riportato, si scontrerebbe con difficoltà operative.
Nel comunicato si sottolinea infatti come “sempre più spesso dilaga l’imbarazzo degli stessi operatori sanitari di fronte a evidenti lacune organizzative”, evidenziando in particolare i tempi di attesa: “Non è dato sapere, ad esempio, la ragione dei tempi biblici di attesa per alcune prestazioni, come esami e visite specialistiche, rispetto alle quali si contano i mesi”.
Repubblica Futura mette a confronto il contesto sammarinese con quello italiano: “Allora, se umanizzare la relazione fra sanità e cittadini produce questi risultati, siamo perfettamente in linea con la situazione sanitaria italiana. Con la differenza che San Marino è uno Stato di 34.000 abitanti ed ha esigenze che non sono quelle di una semplice azienda sanitaria locale italiana”.
Nel documento vengono richiamati anche i costi sostenuti e i cambi ai vertici: “con i soldi spesi – tanti – e i cambi di direzione generale (ancora paghiamo profumatamente l’ex direttore generale Bevere), siamo sempre fermi al palo, anzi se possibile peggioriamo”.
Non manca un passaggio politico, in cui si ipotizza una lettura più ampia della situazione: “Probabilmente, se le cose funzionassero, il partito che dell’ISS ha fatto il suo cortile di casa avrebbe meno potere, farebbe meno clientele e qualche suo consigliere non avrebbe fatto fortuna come dirigente”.
Infine, il comunicato si sofferma sulla recente attribuzione della delega alla Sanità: “l’attribuzione a Marco Gatti della delega alla Sanità, operazione conclusa nel silenzio istituzionale più totale, non fa che confermare tale impressione”.
Repubblica Futura precisa: “Repubblica Futura non intende entrare nelle dinamiche alla base della scelta, ma riteniamo che un atto di tale portata non si possa gestire alla chetichella”, ribadendo come “La sanità non è di un partito politico ma di tutta la collettività”.
Il documento si chiude con un’ulteriore critica all’assetto organizzativo: “una galassia sempre più autoreferenziale, governata politicamente da un Segretario di Stato posticcio e operativamente dalla ‘longa manus’ del capo della Dc”, con riferimento anche alla gestione unificata di incarichi dirigenziali, definita “lo schiaffo che gli alleati del partitone […] hanno subito senza battere ciglio”.




