Turismo: dopo l’allarme lanciato dagli operatori, la Segreteria apre il confronto

da | 7 Apr 2026

La stagione estiva non è ancora iniziata, ma sul turismo sammarinese pesa già un clima di forte incertezza. A preoccupare il comparto sono soprattutto l’aumento dei costi energetici, il rincaro dei carburanti e le difficoltà legate al trasporto aereo, fattori che rischiano di frenare prenotazioni, spostamenti e consumi proprio nel periodo più importante per il settore.

Dopo i segnali d’allarme arrivati nei giorni scorsi da albergatori e operatori turistici, la Segreteria di Stato per il Turismo ha convocato subito dopo Pasqua un primo tavolo di confronto con le categorie economiche coinvolte, nel tentativo di costruire una risposta condivisa davanti a uno scenario che viene considerato delicato e potenzialmente pesante per i prossimi mesi.

L’obiettivo, in questa fase, è duplice: da una parte comprendere la reale portata dell’impatto economico, dall’altra iniziare a costruire una strategia di intervento concreta. Il confronto non si fermerà infatti a questo primo incontro, ma proseguirà a breve con un nuovo passaggio operativo che coinvolgerà anche altre Segreterie di Stato, in particolare quelle con competenze su lavoro, industria e finanze, così da definire una linea d’azione più strutturata.

Il timore maggiore riguarda il fatto che, nei momenti di crisi, il turismo sia tra i primi settori a subire contraccolpi, perché i viaggi e le vacanze diventano spesso una delle prime spese che famiglie e visitatori scelgono di ridurre o rinviare. È proprio questa dinamica a rendere l’attuale fase particolarmente sensibile per San Marino, che guarda all’estate come a un banco di prova decisivo.

Dal confronto con il Governo è comunque emerso un primo elemento considerato positivo dagli operatori: la disponibilità ad aprire un dialogo immediato e a mettere il tema al centro dell’agenda politica. Un segnale accolto con favore soprattutto da chi, nei mesi più difficili del passato recente, aveva lamentato scarsa attenzione verso il comparto.

Restano però i numeri, che raccontano un quadro tutt’altro che rassicurante. Il settore alberghiero segnala infatti un rallentamento già visibile nei primi mesi dell’anno, con una flessione sia sull’andamento iniziale del 2026 sia sul venduto legato alla stagione estiva. Dati che alimentano ulteriore prudenza, anche perché l’instabilità internazionale continua a rendere difficile ogni previsione.

La sensazione, condivisa da più fronti, è che anche in caso di un rapido miglioramento del quadro geopolitico, le conseguenze economiche e commerciali possano comunque continuare a farsi sentire ancora a lungo. Ed è proprio per questo che il settore chiede ora non solo ascolto, ma anche interventi rapidi e mirati, prima che la stagione entri davvero nel vivo.

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