In occasione della Giornata Mondiale della Salute 2026, che si celebra il 7 aprile, la Repubblica di San Marino richiama l’attenzione su un modello sanitario fondato su scienza, prossimità e relazione, con l’obiettivo di coniugare innovazione e centralità della persona. La ricorrenza coincide con l’anniversario della fondazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, avvenuta nel 1948.
Il tema scelto per quest’anno, come riportato nel comunicato, è “Insieme per la salute. Al fianco della scienza”, uno slogan che “sottolinea l’importanza cruciale della scienza e della cooperazione multilaterale per proteggere la salute in tutte le sue dimensioni, promuovendo l’approccio One Health, che integra salute umana, animale e ambientale”.
Un’impostazione che trova applicazione anche nel contesto sammarinese, dove la sanità è organizzata attraverso l’Istituto per la Sicurezza Sociale (ISS), realtà che integra funzioni sanitarie, socio-sanitarie e di prevenzione. Nel comunicato si evidenzia come “questo approccio aiuta anche a comprendere quanto sia stata lungimirante l’idea sammarinese di gestire tutti questi aspetti tramite l’Istituto Sicurezza Sociale – che nel 2025 ha celebrato i 70 anni di attività –, integrando funzioni sanitarie, socio-sanitarie e di prevenzione, includendo tramite il Dipartimento Prevenzione anche la tutela della salute animale e ambientale”.
La giornata rappresenta anche un’occasione per riflettere sulle sfide future dei sistemi sanitari, chiamati a essere più resilienti e capaci di rispondere a bisogni sempre più complessi. “La giornata richiama l’urgenza di prepararsi alle sfide future: sistemi sanitari capaci di essere resilienti, di investire su prevenzione e prossimità delle cure, di innovare processi e servizi e di rispondere ai bisogni complessi di una popolazione che cambia, senza rinunciare alla qualità e all’equità”, si legge nel comunicato.
In questo contesto, particolare attenzione viene dedicata alla prevenzione, attraverso programmi di screening e iniziative mirate. Tra gli esempi citati figurano l’anticipazione dello screening del colon-retto a 45 anni, il contrasto alla resistenza antimicrobica, il rafforzamento della prevenzione cardiovascolare e l’avvio dello screening per l’HCV.
Tra gli obiettivi indicati per il 2026, emerge la volontà di ridurre le liste d’attesa e di rafforzare le cure territoriali, estendendo l’assistenza fino al domicilio delle persone più fragili, anche grazie alla collaborazione con il volontariato.
Nel comunicato, la Segreteria di Stato per la Sanità sottolinea la necessità di un approccio basato su dati e visione sistemica: “La sanità del futuro – dichiara la Segreteria di Stato per la Sanità – richiede decisioni basate su evidenze, investimenti mirati e una capacità di valutare i fenomeni nella loro complessità, dalla prevenzione delle emergenze infettive agli effetti dei fattori ambientali sulla salute, fino all’uso appropriato degli antibiotici. La struttura integrata dell’Istituto per la Sicurezza Sociale, che unisce cura e prevenzione e che presidia anche i profili di salute animale e ambientale, permette di applicare concretamente l’approccio One Health indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. La priorità resta rafforzare la medicina territoriale per avvicinare i servizi ai cittadini, migliorare la continuità assistenziale e sostenere la prevenzione, con l’obiettivo di garantire un sistema efficace e sostenibile anche per le generazioni future”.
Accanto agli aspetti organizzativi e scientifici, viene ribadita anche la centralità della relazione tra operatori sanitari e cittadini. Il direttore generale dell’ISS, Claudio Vagnini, evidenzia infatti il valore umano della cura: “Dietro ogni accesso, ogni prestazione, ogni ricovero ci sono persone, con la loro storia, le loro preoccupazioni, il bisogno di essere accompagnati con chiarezza e rispetto – afferma il Direttore Generale ISS Claudio Vagnini –. Essere ‘al fianco della scienza’ significa scegliere dati affidabili e percorsi appropriati, ma significa anche difendere la dignità di chi si cura e dei professionisti che si prendono carico degli assistiti. L’umanizzazione delle cure per noi si traduce in tempo di cura, nella relazione tra operatori sanitari e cittadini, nella capacità di ascoltare e orientare: è così che si costruisce fiducia, e la fiducia è parte integrante della qualità del servizio. È su questo equilibrio, tra innovazione e prossimità, tra organizzazione e attenzione alla persona, che vogliamo continuare a lavorare”.
Il messaggio che emerge dalla Giornata Mondiale della Salute 2026 è quindi quello di una sanità chiamata a evolvere, mantenendo saldo il legame tra innovazione, prevenzione e dimensione umana della cura, in un equilibrio tra efficienza dei servizi e attenzione alla persona.




