Banca di San Marino cerca un partner: sul tavolo tre possibili interessati

da | 7 Apr 2026

La Banca di San Marino prova a ripartire dopo il fallimento della trattativa con il gruppo bulgaro Starcom Holding. La Fondazione Ente Cassa di Faetano, che controlla circa il 90% del capitale, ha infatti riaperto il dossier e si prepara a valutare nuovi soggetti interessati all’ingresso nella compagine societaria.

Per gestire questa nuova fase è stato affidato un incarico a Prometeia, con l’obiettivo di individuare un partner industriale o finanziario. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, sarebbero già tre i potenziali pretendenti che avrebbero presentato offerte non vincolanti e firmato accordi di riservatezza per accedere alla documentazione.

Tra i nomi che iniziano a circolare c’è quello di Hera Partecipazioni One, realtà italiana guidata da Oscar Pittini, società che in passato operava nel settore immobiliare e che si è poi orientata verso il comparto dei crediti deteriorati. Un secondo soggetto sarebbe invece una cordata nella quale figurerebbe LifeStar, gruppo assicurativo e finanziario quotato alla Borsa di Malta e guidato da Paolo Catalfamo, insieme a un importante gruppo meccanico del territorio riminese. LifeStar, già presente anche nel contesto sammarinese, ha recentemente stretto un accordo distributivo con Cassa di Risparmio.

Nelle ultime settimane era poi circolato anche il nome di Riv Capital, società lussemburghese con collegamenti a Dubai fondata dall’asset manager Roberto Rivera, ma lo stesso interessato avrebbe smentito ogni coinvolgimento. L’ipotesi, secondo le indiscrezioni, è quindi che il terzo soggetto in campo possa essere un’altra entità con base negli Emirati, sostenuta da capitali cinesi.

La nuova fase della banca si apre però in un contesto ancora tutt’altro che sereno. La vicenda della mancata vendita a Starcom Holding, infatti, continua ad avere pesanti strascichi. Il gruppo bulgaro, che puntava ad acquisire l’istituto, ha annunciato l’avvio di una procedura arbitrale internazionale davanti all’ICSID di Washington, chiamando in causa la Repubblica di San Marino e la Banca Centrale.

La richiesta avanzata dai bulgari sarebbe molto pesante: si parla infatti di un possibile risarcimento da 150 milioni di euro. Parallelamente resta aperto anche il versante penale, che nei mesi scorsi aveva portato all’inchiesta nota come “piano parallelo”.

Proprio quell’indagine aveva condotto all’arresto di Andrea Del Vecchio, ex membro del consiglio dell’Ente Cassa di Faetano e tra i sostenitori dell’operazione con i bulgari, e della moglie Marina Manduchi, con accuse che andavano dalla corruzione privata al riciclaggio. Al centro del fascicolo anche un bonifico da mezzo milione di euro, individuato dalla vigilanza bancaria sammarinese.

Successivamente, però, il giudice delle appellazioni David Brunelli ha revocato gli arresti, ritenendo non sufficientemente grave il quadro indiziario. Nello stesso provvedimento è stato anche annullato l’ordine di arresto emesso nei confronti dell’imprenditore bulgaro Assen Christov.

Nonostante questo, dalle migliaia di pagine dell’inchiesta emerse nelle scorse settimane continua a delinearsi uno scenario complesso, nel quale si intrecciano interessi finanziari, relazioni internazionali e strategie parallele. Un quadro che, oltre alla dimensione bancaria, continua a sollevare interrogativi anche sul piano istituzionale e politico.

Per la Banca di San Marino, insomma, si apre una nuova fase. Ma prima di arrivare a una soluzione definitiva, la partita appare ancora lunga e carica di incognite.

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