Sanità e bilancio ISS, Repubblica Futura chiede chiarezza sul taglio alle consulenze

da | 29 Dic 2025

Se il buon giorno si vede dal mattino, il 2026 sarà un anno decisamente interessante”. È da questa considerazione che prende avvio la presa di posizione di Repubblica Futura sulle scelte di bilancio che riguardano l’Istituto per la Sicurezza Sociale, con particolare riferimento al taglio annunciato alle consulenze mediche.

Nel documento diffuso, il movimento mette in fila una serie di interrogativi partendo dal quadro generale delineato dall’esecutivo. “Il governo dice che va tutto benissimo, il paese prospera e il bilancio dello Stato è solido”, si legge. Una narrazione che, secondo Repubblica Futura, entra però in contrasto con quanto sta accadendo all’interno della sanità pubblica.

Ma se va tutto così bene non si capisce perché giù all’ISS hanno lanciato l’operazione -10%, avviando una preoccupante fuga di professionisti dalla sanità pubblica”, prosegue il testo, sottolineando come la riduzione dei contratti di consulenza rischi di avere effetti immediati sull’organizzazione dei servizi.

Il ragionamento si concentra poi sui numeri del bilancio. “Se va tutto così bene e i 10 milioni di euro di spesa aggiuntiva al bilancio ISS 2025 erano dovuti all’aumento della spesa per i farmaci e le cure fuori territorio, si stenta a capire perché nel bilancio 2026 l’ISS taglierà del 10% i contratti di consulenza con il personale medico che porterà ad un risparmio minimo e priverà l’ospedale di elevate professionalità che assicurano la qualità dei servizi”. Un passaggio che mette in discussione l’efficacia reale della misura, sia in termini economici sia di impatto sul sistema sanitario.

Nel comunicato viene sollevata anche una questione di contesto più ampio. “Il governo ha valutato gli effetti su un settore nel quale anche in Italia manca personale qualificato?” si chiede Repubblica Futura, richiamando le difficoltà diffuse nel reperire medici e professionisti sanitari e il rischio di rendere ancora meno attrattivo il sistema pubblico.

Il movimento afferma di farsi carico di un disagio che va oltre il singolo provvedimento. “Repubblica Futura raccoglie le preoccupazioni di tanti cittadini rispetto a quanto sta accadendo e questa vicenda è solo la punta dell’iceberg di problematiche più complesse, nascoste sotto la cenere nel nostro sistema sanitario”. Una lettura che colloca il taglio alle consulenze all’interno di una dinamica strutturale più ampia.

Secondo Repubblica Futura, il quadro che emerge è quello di una linea politica poco definita. “Repubblica Futura evidenzia come sulla sanità il governo abbia idee confuse e proceda con slogan o con annunci ad effetto”, si legge ancora. E aggiunge: “L’impressione è che all’aumento delle tasse di pochi mesi fa il governo abbia ora accompagnato una riduzione della spesa pubblica iniziando dalla sanità, settore molto caro alle società di rating”.

Da qui la richiesta di maggiore trasparenza. “Repubblica Futura pretende chiarezza rispetto alle politiche di bilancio dell’ISS e ci chiediamo se il taglio del 10% sulle consulenze mediche valga solo per l’ISS o per tutte le consulenze della PA a cominciare da quelle del Congresso di Stato”. Un interrogativo che chiama in causa l’uniformità dei criteri adottati nella revisione della spesa pubblica.

Il comunicato si chiude con una valutazione netta sul ruolo della sanità nel Paese. “Il sistema sanitario pubblico è un elemento strategico e vitale del Paese e l’impressione è che pezzo dopo pezzo il governo lo stia smontando, senza alcun progetto, in un silenzio e inerzia preoccupanti”. Una conclusione che riassume le preoccupazioni espresse e che apre il confronto politico sulle scelte future in materia di sanità e bilancio.

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