In vista dell’80° anniversario della Repubblica italiana, Fausto Bertinotti lancia un appello a favore di una profonda ricostruzione democratica. Secondo l’ex presidente della Camera, negli ultimi decenni si è progressivamente indebolito il rapporto tra istituzioni e cittadini, rendendo necessario un nuovo patto capace di restituire vitalità alla partecipazione politica e sociale.
Per Bertinotti, la democrazia ha bisogno di un confronto vivo tra idee e interessi diversi. In quest’ottica, sostiene che sia indispensabile intervenire sul piano sociale con un aumento di stipendi e pensioni, superando quelle che definisce le rigidità imposte dai vincoli economici che negli anni hanno limitato le possibilità di riforma.
Ripensando al referendum del 1946, Bertinotti ricorda soprattutto l’entusiasmo vissuto nella sua famiglia. Suo padre, antifascista, considerava la nascita della Repubblica una promessa di libertà e di progresso per il Paese.
Guardando agli ultimi ottant’anni, l’ex leader di Rifondazione Comunista offre una lettura articolata della storia repubblicana, tra fasi di forte crescita democratica e momenti di arretramento. A suo giudizio, oggi esiste una distanza significativa tra i principi della Costituzione e le condizioni concrete vissute da molti cittadini.
Un passaggio è dedicato anche alle nuove generazioni. Bertinotti riconosce il valore degli appelli del presidente Sergio Mattarella ai giovani affinché siano protagonisti del futuro, ma ritiene che spesso l’impegno e le richieste che emergono dalle piazze, dalle scuole e dalle università non trovino risposte adeguate nella politica contemporanea.





