Il rinnovo del contratto del settore pubblico allargato resta la priorità per la Federazione Pubblico Impiego CSdL, che nei giorni scorsi ha riunito il proprio Direttivo per fare il punto sulle principali questioni aperte.
Al centro dell’incontro la trattativa con il Governo per il nuovo contratto, scaduto il 31 dicembre 2024 e avviato soltanto lo scorso 24 aprile. Per il sindacato si tratta di un ritardo grave, soprattutto in un momento segnato dall’aumento del costo della vita e dalla pressione crescente sui redditi medio-bassi.
La FUPI-CSdL sottolinea come gli aumenti ottenuti nell’ultimo rinnovo contrattuale non siano stati sufficienti a recuperare pienamente l’inflazione accumulata negli ultimi anni. Per questo motivo il sindacato chiede un accordo rapido ma anche economicamente adeguato per tutelare lavoratori e famiglie.
Nel corso del Direttivo si è parlato anche del nuovo sistema di valutazione dei dipendenti pubblici, introdotto con il precedente rinnovo. La federazione evidenzia la necessità di apportare modifiche sia alle procedure sia al regolamento applicativo, per evitare possibili distorsioni o abusi nelle valutazioni.
Altro tema affrontato riguarda la normativa sul reclutamento del personale docente. La FUPI-CSdL lamenta il mancato invio della proposta definitiva da parte della Segreteria Istruzione, sottolineando come i ritardi rischino di complicare ulteriormente il confronto con i lavoratori interessati.
Secondo il sindacato, si tratta di una materia particolarmente delicata, sulla quale esistono ancora posizioni differenti anche all’interno della stessa maggioranza politica.





