La situazione nel Golfo Persico resta estremamente tesa, con lo Stretto di Hormuz al centro di una nuova crisi tra Stati Uniti e Iran. Le forze americane hanno disposto il dietrofront per 31 navi, ordinando di invertire la rotta o rientrare in porto nell’ambito del blocco contro Teheran.
Nel frattempo, i pasdaran iraniani hanno sequestrato due navi cargo e colpito una terza, aumentando la pressione su una delle rotte marittime più strategiche al mondo.
Sul piano politico e militare, gli Stati Uniti hanno annunciato una proroga indefinita del cessate il fuoco, mentre Donald Trump ha lasciato aperta la possibilità di nuovi colloqui già nei prossimi giorni. Tuttavia, l’Iran resta diffidente e accusa Washington di voler tendere una trappola, chiedendo la revoca immediata del blocco nello Stretto e minacciando possibili “sorprese belliche”.
A complicare ulteriormente il quadro arriva anche la notizia dell’esecuzione in Iran di un uomo accusato di collaborare con il Mossad, dopo la conferma della condanna da parte della Corte Suprema.
Sul fronte internazionale, cresce l’attenzione dell’Europa: in vista del vertice UE a Cipro, diversi Paesi stanno valutando interventi per garantire la sicurezza marittima. Anche l’Italia, insieme a Francia, Regno Unito, Olanda e Belgio, ha pianificato l’invio di quattro unità navali nell’area.
La crisi resta aperta e in evoluzione, con il rischio di un’ulteriore escalation sempre più concreto.




