Secondo quanto riportato dalla stampa internazionale, la crisi tra Stati Uniti e Iran potrebbe essere vicina a una svolta. A dirlo è Donald Trump, che in un’intervista ha parlato di una possibile chiusura del conflitto.
“La guerra è quasi finita”, ha dichiarato, aggiungendo che “li abbiamo battuti militarmente, totalmente” e che da parte iraniana ci sarebbe la volontà di arrivare a un accordo. Trump ha inoltre spiegato di aspettarsi sviluppi a breve, parlando di “due giorni straordinari”, senza ritenere necessario prolungare il cessate il fuoco in scadenza.
Sul piano diplomatico, si registrano movimenti paralleli. Il capo dell’esercito pakistano Asim Munir è arrivato a Teheran con un ruolo di mediazione. Secondo fonti citate, l’obiettivo sarebbe quello di “ridurre le distanze” tra le parti, mentre resta aperta l’ipotesi di nuovi incontri a Islamabad nei prossimi giorni.
Nella stessa intervista, Trump ha riferito di aver scritto al presidente cinese Xi Jinping per chiedere di non fornire armi all’Iran. “Gli ho scritto una lettera… e lui mi ha risposto dicendo che, sostanzialmente, non lo sta facendo”, ha spiegato.
La situazione resta però complessa sul piano operativo. Il comando militare statunitense ha confermato il blocco dello Stretto di Hormuz, con effetti immediati sul traffico navale. Nelle prime ore, almeno sei navi avrebbero invertito la rotta, mentre due petroliere sono state fermate da unità americane.
Le notizie hanno avuto un impatto diretto sui mercati, con il prezzo del petrolio in crescita fino a circa 95 dollari al barile. Resta ora l’attesa per il prossimo round negoziale, che potrebbe chiarire se le aperture annunciate si tradurranno in un accordo concreto.




