Non è un vertice globale, ma poco ci manca. A Parigi si muovono i cosiddetti “volenterosi”, pronti a valutare una presenza nello Stretto di Hormuz per garantire sicurezza e stabilità. L’ipotesi sul tavolo è quella di una missione difensiva, possibile però soltanto in caso di cessazione delle ostilità.
Il fronte occidentale, però, non è compatto. Gli E4 appaiono divisi, con Italia e Germania che mantengono una linea più cauta, evitando di escludere a priori un coinvolgimento degli Stati Uniti e invitando alla prudenza su ogni decisione operativa.
Da Washington, intanto, arriva un segnale netto. Il presidente Donald Trump ha chiarito che la Nato deve restare fuori da qualsiasi iniziativa nello Stretto, marcando una distanza che rischia di pesare sugli equilibri tra alleati.
Il dossier Hormuz si conferma così uno dei più delicati: tra aperture diplomatiche e tensioni strategiche, ogni scelta potrebbe ridefinire i rapporti di forza nell’area.




