Iran, strategia su Europa: Hormuz e Libano per dividere dagli Usa

da | 16 Apr 2026

L’Iran prova a ricalibrare la propria strategia internazionale puntando sull’Europa, con l’obiettivo di allentare il legame tra Bruxelles e Washington. Secondo analisti del Quincy Institute, Teheran starebbe valutando la possibilità di sfruttare le divisioni interne all’Unione Europea per favorire una distanza dagli Stati Uniti.

Un segnale in questa direzione arriva anche dalla comunicazione diplomatica. Dopo le dichiarazioni di Donald Trump sul rischio nucleare, da ambienti iraniani è arrivata una risposta dai toni distensivi verso l’Italia: “Perché dovremmo colpire l’Italia? Noi amiamo il popolo italiano, il calcio, il cibo”, con un riferimento diretto a diverse città del Paese. Un messaggio che viene letto come parte di una strategia più ampia rivolta all’opinione pubblica europea.

Il contesto è quello di un’Europa considerata più vulnerabile, anche alla luce dei costi economici legati al conflitto e delle tensioni politiche interne. In questo quadro, Teheran osserva con attenzione le dinamiche tra i Paesi membri e i segnali di insofferenza verso la linea statunitense.

Tra i dossier aperti emerge quello dello Stretto di Hormuz, dove si discute della possibilità di introdurre un pedaggio per il transito delle navi. Restano però incerti i dettagli: chi dovrebbe pagare, a chi e con quali modalità. Parallelamente, resta centrale la questione dei 450 kg di uranio arricchito, già oggetto di confronto nei colloqui di Islamabad.

Accanto a questi temi, l’Iran ha riattivato il dialogo diplomatico coinvolgendo anche interlocutori europei, finora marginali nei negoziati. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha infatti informato diversi Paesi dell’area mediorientale, ma anche rappresentanti di Francia e Germania.

Un possibile passaggio chiave è atteso a Parigi, dove si discuterà anche del ruolo europeo nello sminamento delle acque di Hormuz. Una richiesta avanzata dagli Stati Uniti, ma che Teheran considera un’azione ostile, equiparabile a misure di blocco economico.

Sul fronte europeo, emergono posizioni differenziate. Da un lato, resta ferma la linea sull’uranio; dall’altro, si valuta l’ipotesi di concessioni economiche legate proprio al transito nello Stretto. Nel frattempo si riapre anche il dossier Libano, con diversi Paesi Ue che spingono per un coinvolgimento diretto nei negoziati e per una de-escalation nella regione.

Il quadro che si delinea è quello di un equilibrio fragile, in cui l’Iran tenta di inserirsi facendo leva sulle divergenze tra Europa e Stati Uniti, in una fase di crescente complessità geopolitica.

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